Rifiuta controllo dopo la Nove Colli, ciclista di Cesena sospeso dal Coni

CESENA. Sospeso cautelativamente. Per essersi rifiutato di sottoporsi ai controlli antidoping dopo la Nove Colli. Non succedeva da qualche anno alla classica Granfondo uno stop simile ad un atleta. Due sere fa la Prima Sezione del Tribunale nazionale Antidoping, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il cesenate 45enne Matteo Sbrighi (Tesserato Uisp) “per la violazione dell’art.2.3 delle norme sportive antidoping”.

La contestazione per il cesenate (non un ciclista professionista, nella vita lavora nel comparto avicolo) è quella di essersi rifiutato di sottoporsi agli esami. Un “no” che, in termini sportivi e penali, funziona un po’ come quello di rifiutarsi di fare l’etilometro quando si viene controllati alla guida di un veicolo su strada. Il legislatore commina di solito il massimo della pena perché si ipotizza che sia avvenuto un illecito.

Matteo Sbrighi domenica scorsa aveva riportato un risultato molto simile a quello dello scorso anno alla Nove Colli. Si era piazzato 30° assoluto con poco più di 6 ore e 15 minuti nella percorrenza. Terzo nella categoria M4 con una media di pedalata vicinissima ai 32 orari.

Al no al controllo antidoping al traguardo si è unito un secondo rifiuto nelle prime ore di martedì. Risultato, a far data al 21 maggio (giorno del suo 45esimo compleanno) il cesenate è stato sospeso dall’attività ciclistica.

«La società Essere ssd informa di aver ricevuto il 23 maggio la comunicazione dal Tribunale Nazionale Antidoping del Coni al seguito della quale, intende dissociarsi in maniera netta dal comportamento tenuto dall’atleta Sbrighi Matteo che a seguito di un normale controllo antidoping, effettuato lo scorso 21 maggio non si è sottoposto al prelievo e al controllo stesso». È la dichiarazione della squadra per il quale il cesenate correva fino a pochi giorni fa. «Sottolineando che abbiamo come obiettivo sociale da sempre la promozione del ciclismo in maniera sana, pulita e trasparente, informiamo che il rapporto con l’atleta in questione si è interrotto immediatamente come da raccomandata con ricevuta di ritorno già inviata all’atleta. In attesa delle decisioni definitive sulla vicenda che dovranno essere assunte dagli organi competenti, ci riserviamo di porre in essere tutte le azioni necessarie nei confronti dell’atleta per tutelare l’immagine e la reputazione del team».

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