Rick Du Fer al Comunale di Cesenatico con “Seneca nel traffico”

Si parla di filosofia, di stoicismo, di traffico, e si ride pure al teatro Comunale di Cesenatico, stasera alle 21. L’appuntamento è con lo spettacolo Seneca nel traffico di e con Rick Du Fer, aka Riccardo Dal Ferro (1987); vicentino, laurea in filosofia, youtuber ma anche autore, teatrante, insegnante. Appartiene alla schiera di personaggi divenuti famosi nella rete come divulgatori di un pensiero intelligente, in grado di appassionare. Un po’ come fa Roberto Mercadini il quale, pure youtuber, si adopera da organizzatore per fare conoscere i colleghi del web che salgono sul palco, come Rick Du Fer che, fra l’altro, nel teatro si è forgiato. Stasera Dal Ferro presenta il monologo che lo ha riportato sul palcoscenico.

Ci spieghi Riccardo cosa fa il “suo” Seneca nel traffico e in quale traffico è coinvolto.

«Il traffico a cui mi riferisco è il rumore del nostro tempo, è il traffico mentale, l’ingorgo delle idee e del linguaggio in cui continuamente ci troviamo. Questo monologo è il tentativo di chiedersi come i filosofi del passato avrebbero vissuto nel nostro mondo attuale. Prendendo spunto da autori dello Stoicismo come Seneca ed Epitteto, ragiono sulle domande che i filosofi si sarebbero posti davanti a Internet, alla società del rumore, all’intrattenimento. Lo faccio anche ridendone, lo spettacolo ha pure uno sfondo satirico».

La filosofia si può assimilare allo storytelling?

«La filosofia non ha la funzione di raccontare storie, anche se utilizza lo storytelling, come faceva Platone nei suoi Dialoghi. La filosofia è un modo di pensare ai problemi che affrontiamo. È un linguaggio, un modo per ordinare i pensieri e per utilizzare le parole per ordinare quei pensieri. In questo mio filosofare uso il teatro e Seneca nel traffico, che nel 2019 ha girato l’Italia, ha rappresentato un mio ritorno al teatro dove mi sono formato. Per dieci anni ho fatto parte di compagnie a Vicenza e a Padova. Il palcoscenico è l’ambiente che amo e dove più mi trovo a mio agio».

Il pubblico dei suoi monologhi non è quello teatrale; cosa desidera dal teatro chi viene a vederla?

«Il pubblico dei miei spettacoli, spesso giovane, si appassiona prima ai contenuti web e poi vuole incontrare la voce che ascolta ogni mattina. Quello che chiede al teatro è prima di tutto un’esperienza che lo sorprenda, e credo che riesca meglio se fuori contesto, perché l’esperienza artistica avviene quando incontri l’arte laddove non te l’aspetti. Per riavvicinare o avvicinare le persone all’arte, è bene svilupparla fuori dai contesti. Per me riuscire a mettere insieme la filosofia, il web, il teatro, suscitando anche la risata, è il modo perfetto per fare uscire lo spettatore dal contesto e stupirlo».

Lei fa monologhi, podcast, scrive libri, sul web accoglie con “Daily cogito”, ha un punto focale questa variegata attività?

«Mi lascio trascinare dai miei interessi, ma non c’è un centro attorno a cui tutto si dirama, semplicemente agisco in base a quello che mi sento di esprimere e di sperimentare. Spinoza disse che la cosa importante per un individuo è “pensare ciò che si vuole, e dire ciò che si pensa”. Per me il modo perfetto per dire ciò che penso a volte è il teatro, altre un video, un podcast, un libro».

Non sempre l’espressione personale sul web ricerca il modo giusto per farlo.

«Stiamo ancora imparando cosa vuol dire comunicare attraverso la rete, non so se c’è un modo giusto o sbagliato, ma trovo grande confusione. Dopo 7 anni di lavoro sul web sto ancora imparando come dire le cose. Ogni mezzo porta con sé le sue regole, ma non tutti hanno voglia di imparare queste regole».

Come prosegue il suo 2022?

«Sul web continuo con “Daily cogito” che ci sta dando soddisfazioni; a fine aprile uscirà il mio nuovo libro per Feltrinelli, un saggio, una guida filosofica per contrastare il caos. Sempre ad aprile debutta il mio nuovo monologo teatrale Le vite di Spinoza; non c’è niente che riesca a sostituire l’emozione che mi dà il palcoscenico!».

Biglietti: 15-10 euro

Info: 0547 79274

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