Richiesta da Cesenatico: le vele al terzo patrimonio dell’Unesco

Cesenatico e Cervia, con Rovigno sull’altra sponda dell’Adriatico, decise a presentare una candidatura all’Unesco sperando di ottenere una risposta positiva entro marzo 2022.

L’obiettivo è ottenere il “patrimonio immateriale dell’arte della navigazione con vela latina e al terzo”. Una candidatura multinazionale che va dalla Spagna alla Francia, dall’Italia alla Croazia e alla Slovenia. Anticipata dall’assessora comunale Valentina Montalti, spiegata ieri al Museo della marineria dal direttore Davide Gnola, da Tamara Nikolic, direttrice dell’Ecomuseo della Batana di Rovigno e membro della rete Unesco dei facilitatori del patrimonio culturale immateriale.

Sarà avviato l’iter per la registrazione della “navigazione con vela al terzo e vela latina” come “bene culturale immateriale” ai sensi del codice dei beni culturali. La procedura di registrazione verrà avviata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna. L’ente ha garantito la sua collaborazione coinvolgendo anche altre Soprintendenze e istituti del Ministero, in una riunione che si terrà a Cesenatico a settembre, con l’obiettivo di arrivare a completare la registrazione entro l’anno.

Sono presenti nei porti e si sono recuperate le barche tipiche dell’alto e medio Adriatico; si è costituita la “Mariegola della Romagna”. Con decine e decine di cultori e continuatori di quelle che furono le barche tipiche (trabaccoli, battane, paranze, bragozzi, topi, burchi, brazere, lance e lancioni) servite un tempo per il lavoro, la pesca, i viaggi, il trasporto (di cabotaggio) delle merci e del sale. Assieme alle barche si sono mantenuti gli usi, le tradizioni, i rapporti che ancora intercorrono tra le genti di mare e i pescatori della costa. Tanto da divenire oggi oggetto e immagine di richiamo turistico e culturale.

L’arte di navigare, per il quale si richiede il riconoscimento Unesco (si spera già dalla primavera 2022) riguarda tutto ciò che è legato e mantenuto nel segno della salvaguardia e della valorizzazione delle vele tradizionali, che si estende a tutto il Mediterraneo. La vela latina diffusa a partire dal IX secolo; la vela la terzo, come evoluzione della prima, in uso dal XVIII secolo. Vele al terzo che da una parte all’altra dell’Adriatico c’era l’abitudine di tingerle per conservare la consistenza all’usura del tempo, colorarle per distinguerle in navigazione in mare, decorare coi simboli di famiglia di pescatori e marittimi.

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