La partita su Villa Mussolini entra in una fase di stallo. Dopo l’apertura delle tre buste, la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini ha deciso di non procedere subito con le trattative e di prendersi tempo, congelando la gara e rinviando ogni decisione al 30 maggio.
Alla procedura partecipano tre soggetti: la società torinese David2, il Comune di Riccione e un terzo offerente privato riconducibile al marchio Piada Riccionese.
La Fondazione spiega che, «anche in considerazione della mancata precisazione di alcuni elementi contrattuali», è necessario chiarire diversi passaggi prima di entrare nella fase negoziale, integrando alcuni documenti.
Ai tre soggetti viene chiesto di confermare entro sette giorni la disponibilità a mantenere vincolanti le offerte, dopodiché saranno programmati «incontri di approfondimento» con ciascun proponente.
«Non solo soldi»
Una linea ribadita anche da Giuseppe Pecci, nel Cda della Fondazione, che chiarisce come la vendita non possa essere ridotta a una semplice gara sul prezzo. «Ora valuteremo i progetti che sono stati presentati e il metodo di pagamento», spiega, richiamando proprio la necessità di verificare contenuti e condizioni. E sintetizza: «Qualcosa manca».
Sui valori economici delle tre proposte la Fondazione mantiene il massimo riserbo. Giuseppe Pecci evita di entrare nel merito e prende le distanze dai numeri che circolano: «Non sono esatti», taglia corto, ribadendo che in questa fase il focus è sui progetti e sugli aspetti contrattuali.
Le proposte
Secondo indiscrezioni, la proposta più alta sarebbe quella della società torinese David2 Srl, attorno ai 2,3 milioni di euro, seguita da quella del Comune di Riccione su valori circa dimezzati, mentre una terza offerta privata riconducibile alla Piada Riccionese si collocherebbe intorno ai 700mila euro.
Nel confronto restano comunque sul tavolo due proposte di peso. Quella della società torinese David2, legata all’ex deputato del Movimento sociale italiano Massimo Massano, che punta a trasformare Villa Mussolini in un centro espositivo dedicato al design, alle arti applicate e al futurismo, con una gestione in partenariato pubblico-privato: la villa resterebbe uno spazio pubblico, mentre il soggetto privato metterebbe in campo collezioni, competenze e programmazione, con un approccio scientifico al passato dell’edificio affidato a studiosi delle Università di Torino e Bologna.
Su un piano diverso si colloca la proposta del Comune di Riccione, che immagina Villa Mussolini come un polo culturale pubblico inserito nell’asse urbano che dal Palazzo del Turismo arriva al mare, passando per piazzale Ceccarini, viale Milano e i Giardini Montanari, con l’obiettivo di farne un nodo di un parco culturale diffuso nel cuore della città. Accanto a queste due ipotesi c’è anche l’offerta della Piada Riccionese, che completa il quadro della procedura, ma resta sullo sfondo in questa fase di istruttoria.