Mentre il cantiere avanza, viale Ceccarini sembra “svuotarsi”, non di turisti, ma di attività. Nel tratto a monte di viale Dante si annuncia un altro inverno dietro le transenne, con locali già chiusi, insegne in uscita e negozi che riducono gli spazi. Chi resta dovrà affrontare i lavori con meno tavoli, dehor da smontare e costi aggiuntivi.
Riccione, viale Ceccarini si svuota: locali chiusi e negozi in difficoltà
Le proteste
Il segnale più evidente arriva dal Canasta, che da qualche giorno rimane chiuso. All’interno restano arredi e attrezzature, mentre la struttura esterna dovrà essere rimossa. Gli atti comunali prevedono lavori sull’area privata, per 7.909 euro a carico della proprietà. Al momento non è stata annunciata una data di riapertura.
Il Diana sarebbe invece prossimo a un cambio della guardia. Per il locale circola il nome di Rossopomodoro, ma il subentro non è ufficiale. Incertezza anche intorno al Blue Bar, chiamato a liberare dagli arredi le superfici interessate dai lavori. Tra le ipotesi si parla anche dell’interesse del Caffè Pascucci per entrare nel locale, ma non ci sono conferme.
Le difficoltà riguardano anche chi vuole proseguire. Prima Donna avrebbe segnalato alla proprietà che la riduzione dei tavoli potrebbe compromettere la sostenibilità dell’attività. Mamma Mia deve chiarire quali porzioni del dehors, tra suolo pubblico e privato, potranno restare. Per i locali non si tratta soltanto di perdere coperti, ma di pagare lo smontaggio e la ricostruzione delle strutture. Alla ristorazione si sommano gli addii nel commercio. Pull & Bear e Twinset hanno lasciato il centro e Max Mara ha smantellato il punto vendita. Bershka resta aperto, ma avrebbe rinunciato al piano superiore. Il Comune assicura che gli accessi ai negozi saranno mantenuti, salvo brevi interruzioni. Il primo tratto dovrebbe riaprire prima di Natale; gazebo e sottopasso tra fine febbraio e metà marzo. La conclusione è prevista nella primavera 2027. «Quest’anno è una sfida più grossa degli anni precedenti», è stato riconosciuto presentando il cronoprogramma.
Il Comune non ci sta
L’amministrazione riccionese esclude però che il cantiere sia la causa dei problemi. «Non credo che la chiusura dei negozi dipenda da questo - ha detto la sindaca Daniela Angelini, indicando il caro affitti -. Una mano sulla coscienza dovrebbero mettersela i proprietari». Confermata la riduzione della Tari. Affitti, fatturati, strategie dei marchi e rapporti tra gestori e proprietà hanno un peso. Ma il dato resta: mentre il salotto viene ricostruito, una parte del suo tessuto commerciale si ritira.
La scommessa è che il nuovo viale attragga investimenti. Ma il rischio è di arrivare alla primavera 2027 con un contenitore rinnovato, ma con meno attività e un’identità cambiata.