Una ventina di giovani coinvolti in una rissa all’alba in piazzale Roma, un ragazzo che “emerge” dal gruppo brandendo un coltello con cui minaccia i passanti. È iniziata così la mattinata di domenica, quando poco dopo le 5 gli agenti della polizia locale insieme ai carabinieri del comando di Riccione sono intervenuti prima per placare la rissa e poi per catturare il giovane che ha seminato il panico con il coltello in mano. Il giovanissimo, un ragazzo di 19 anni residente a Parma, di origini marocchine, alla fine è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesine, oltre che per porto d’arma atta a offendere. Stringergli le manette ai polsi, però, non è stata un’operazione semplice.
“Vi sgozzo”
All’alba di domenica, l’allarme era già scattato quando un gruppo di una ventina di giovani aveva iniziato a inveire l’un l’altro, tra calci, pugni e minacce. Polizia di Stato, carabinieri e agenti della polizia locale erano in allerta per tentare di presidiare la piazza. Fino a che l’attenzione dei vigili non viene attratta tutta da un giovanissimo con un coltello in mano, che brandisce la lama contro i passanti, urlando “cosa guardi?”, “vi sgozzo tutti”. Gli agenti, in borghese, intervengono palesandosi e intimandogli “alt polizia”. Lui però non si ferma, anzi, inizia a correre verso di loro senza mollare il coltello, tanto che un vigile è costretto a spruzzare lo spray al peperoncino e a indietreggiare. Il 19enne quindi li supera e continua la corsa, sempre inseguito dalla polizia, nel frattempo salita a bordo dell’auto di ordinanza e supportata anche dai carabinieri, allarmati dall’”alt polizia” e il “butta il coltello”. Nel tentativo di depistarli, il ragazzo salta un muretto e devia in una strada secondaria, la polizia scende dalla macchina e lo insegue. Correndo il giovane lascia cadere il coltello e alla fine viene accerchiato dagli agenti. Ma anche a questo punto non si arrende: si dimena e colpisce gli agenti con calci e pugni, uno lo raggiunge a un fianco talmente forte da dover andare al Pronto soccorso. Solo quando è ammanettato e costretto a terra si arrende: “Ok, non faccio più niente”. A quel punto, il ragazzo viene portato in cella di sicurezza e arrestato, anche in “virtù” dei precedenti per rapina e lesioni che risultano dal suo casellario.