RICCIONE. Una Giornata della Memoria intensa, originale e profondamente significativa è quella che celebrerà il liceo Volta-Fellini. L’istituto ha scelto infatti di dedicare il 27 gennaio alla figura di Primo Levi, testimone della Shoah, scrittore e chimico. Un percorso - attivato grazie alla collaborazione dei dipartimenti di storia, lettere e scienze - che intreccerà «la memoria letteraria del famoso libro “Se questo è un uomo” con la dimensione scientifica della chimica, disciplina che nei lager non fu solo conoscenza, ma anche strumento di sopravvivenza» spiega la scuola.
Accanto alla storia e alla letteratura, come liceo «abbiamo voluto valorizzare un aspetto fondamentale della vita di Primo Levi: la chimica». Laureato in questa disciplina, Levi riuscì infatti a ottenere un incarico nel laboratorio di Auschwitz-Monowitz proprio grazie alle sue competenze scientifiche. Fu quell’accesso al laboratorio, sempre disumano ma meno letale rispetto al lavoro forzato all’aperto, a contribuire concretamente alla sua salvezza. «Un esempio potente di come il sapere, anche nelle condizioni più estreme, possa diventare strumento di resistenza e di vita».
Gli studenti parteciperanno ad esperimenti e attività di laboratorio ispirati a processi chimici di trasformazione della materia, come la vulcanizzazione della gomma (zolfo) e la polimerizzazione (carbonio), che Levi conosceva profondamente e grazie ai quali la sua competenza di chimico divenne uno strumento di sopravvivenza. A rendere ancora più suggestiva la celebrazione è stato un gesto carico di simbolismo: Gianluca Fattori, tecnico di laboratorio della scuola, ha trascritto integralmente “Se questo è un uomo” sui muri del laboratorio di chimica. «Un’impresa durata oltre due settimane - conclude la scuola -, durante le quali il testo ha preso forma, colonna dopo colonna, con un ritmo costante. Le pareti del laboratorio sono diventate così pagine vive, da leggere mentre si cammina, da studiare mentre si lavora, da ricordare mentre si impara».