Riccione, prenotano e pagano le vacanze, ma la Residenza Turci non esiste

Da mesi decine di turisti arrivano a Riccione convinti di avere prenotato un appartamento alla “Residenza Turci”. Ma una volta in viale Donizetti scoprono la verità: quella struttura, semplicemente, non esiste.

La ricostruzione emerge da testimonianze raccolte nelle ultime settimane e da diverse denunce già presentate ai carabinieri. Il meccanismo sarebbe sempre lo stesso: la prenotazione partirebbe da Booking.com, dove comparirebbe la “Residenza Turci”, struttura con pochissime recensioni, quasi tutte molto negative, e una sola positiva ritenuta sospetta da alcuni utenti. Dopo la conferma della prenotazione, i clienti verrebbero contattati via WhatsApp da presunti gestori della residenza, che proporrebbero di cancellare la prenotazione dalla piattaforma per ottenere uno sconto e pagare direttamente tramite bonifico.

Una volta ricevuto il denaro, però, i contatti sparirebbero. E solo all’arrivo a Riccione le famiglie scoprirebbero di essere state truffate.

Il raggiro

Tra i casi raccolti c’è quello di una famiglia arrivata in città ad aprile per una competizione sportiva nazionale. La donna, partita con il marito e figli, uno dei quali con disabilità, racconta di essersi ritrovata senza alloggio nel tardo pomeriggio, dopo avere già pagato la struttura. «Ci siamo trovati alle sei di sera in mezzo alla strada», racconta. Dopo ore senza risposte sarebbe riuscita a trovare posto all’ultimo momento in una struttura del Riminese, ma a costi molto più alti. La donna riferisce inoltre di avere presentato denuncia e sostiene che altre persone coinvolte avrebbero fatto lo stesso. «Molti però vengono scoraggiati: tra spese e trasferte spesso si rinuncia ad andare fino in fondo», racconta.

Le testimonianze

Nel caso della “Residenza Turci”, a confermare il continuo arrivo di turisti raggirati sono anche alcune attività della zona. Una commerciante che lavora da decenni nello stabile indicato negli annunci racconta di episodi analoghi accaduti anni fa e riferisce anche dell’utilizzo improprio di fotografie di un appartamento reale della palazzina, immagini che sarebbero state recuperate online e riutilizzate per costruire gli annunci fantasma.

Un’altra attività della zona conferma invece di avere visto arrivare, nello stesso giorno, almeno sei famiglie convinte di avere una prenotazione valida alla “Residenza Turci”, salvo poi scoprire sul posto che quella struttura non esisteva.

I precedenti

A rendere ancora più credibile la presunta struttura ci sarebbe stata anche la sua presenza online attraverso portali che, per grafica e impostazione, ricorderebbero il circuito turistico regionale: un elemento che avrebbe contribuito a rafforzare l’impressione di trovarsi davanti a una vera attività ricettiva.

Il fenomeno delle case vacanza fantasma a Riccione non è nuovo. Già a marzo la Squadra Mobile di Rimini aveva denunciato due persone accusate di pubblicare online annunci di appartamenti estivi inesistenti, chiedendo bonifici anticipati da 400-500 euro. Una volta arrivati in Riviera, però, i turisti scoprivano che gli alloggi non esistevano.

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