Riccione, la Fondazione: “Ecco perché abbiamo scelto il Comune su Villa Mussolini”

Riccione
  • 30 marzo 2026

RICCIONE. Piena “compliance” con la propria mission. E dunque utilità sociale e valorizzazione delle risorse del territorio in termini di cultura e identità, rapporto diretto con i cittadini, integrazione tra immobile e parco. Sono gli elementi che hanno portato la Fondazione Cassa di risparmio di Rimini a scegliere il Comune di Riccione come acquirente di Villa Mussolini, rispetto alle altre due offerte presentate, di cui una, più ricca, dalla società torinese David2, vicina all’ex parlamentare del Movimento sociale italiano Massimo Massano. “Non è stata un’asta ma un invito a offrire”, spiega questa mattina alla stampa il presidente della Fondazione Carim Paolo Pasini, dopo che nei giorni scorsi il Consiglio comunale della Perla Verde ha dato il via libera all’operazione da circa 1,2 milioni di euro, comprensivi dei 300.000 euro di debito che lo stesso Ente si era accollato con l’acquisto nel 1997. E che prevede un’assicurazione quinquennale. Un’offerta sulla base di una stima precisa che ha tenuto conto anche dei lavori eseguiti. “Ci ha convinto il piano di utilizzo del Comune” e la possibilità di integrare l’uso della villa con il parco, che è già di proprietà pubblica, rimarca Pasini. La volontà, prosegue, di mettere in rete la Villa con gli altri contenitori culturali della città, così come la garanzia di stabilità di gestione e di una capacità di ascolto delle esigenze e dei desiderata dei cittadini. Oggi, sottolinea la sindaca Daniela Angelini, “chiudiamo un cerchio aperto nel 1997. Restituiamo definitivamente le chiavi di casa ai cittadini di Riccione”.

Non è solo un’operazione immobiliare, “ma un atto d’amore e di visione per la nostra città”, attraverso il quale Villa Mussolini “non sarà più un bene in prestito, ma il cuore pulsante e di proprietà pubblica della nostra offerta culturale”. Dunque “non una vittoria di bandiera, ma di comunità”. Ora, le fa eco la vicesindaca Sandra Villa, si valuteranno gli interventi di riqualificazione necessari, anche se i lavori di manutenzione, chiosa, sono “costanti e continui”, come quello concluso sul sistema idrico. Mentre le idee sono già chiare sui primi appuntamenti: dal 4 aprile l’annunciata mostra fotografica “Bruno Barbey. Gli italiani”, dedicata a uno dei più autorevoli esponenti dell’agenzia Magnum Photos e agli anni ‘60, che sarà arricchita con uno spazio con esposte le istantanee portate dagli stessi visitatori sulla Riccione di quegli anni. “Così che i concittadini si sentano dentro la Villa”. Mentre per la Giornata della terra del 22 aprile si aprirà una rassegna dedicata al “900 in riva al mare” con la partecipazione di storici e giornalisti e l’aiuto della casa editrice Il Mulino, per riflettere su temi importanti quali il voto alle donne. Villa Mussolini, precisa la vicesindaca, sarà “uno spazio di storia e cultura e il fulcro di una rete” di cui fanno parte le altre due ville storiche, Franceschi con la sua galleria d’arte moderna e contemporanea e lo spazio espositivo, e Lodifè, punto di riferimento per arte e teatro; e gli altri due contenitori in arrivo, lo Spazio Tondelli e il Museo del territorio. Con l’acquisto, insiste, si può “programmare con stabilità e creare un luogo di comunità”, di cui usufruiscono già diverse associazioni.

L’amministrazione, conclude l’assessore al Patrimonio Alessandro Nicolardi, ha lavorato “con estrema precisione tecnica per garantire un’operazione che fosse sostenibile e vantaggiosa per l’Ente. Il prezzo di acquisto è inferiore al valore massimo stimato dalla perizia tecnica e la piena proprietà permetterà di eliminare i costi di gestione frammentata tra la proprietà del parco e il comodato della Villa, ottimizzando gli investimenti futuri. È un investimento strategico che mette in sicurezza un asset identitario fondamentale”.

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