Riccione, l’ex Yellow Factory venduto all’asta: aggiudicato al 30° tentativo

Riccione
  • 29 gennaio 2026

Dopo una lunga sequenza di tentativi senza esito, l’ex Yellow Factory di viale Manfroni è stato aggiudicato nell’asta di ieri, nell’ambito della liquidazione giudiziale del Tribunale di Rimini. La vendita si è chiusa a 293.800 euro, a fronte di una base d’asta fissata a 293.760 euro, segnando la conclusione di un percorso arrivato, secondo gli atti, al trentesimo tentativo di vendita.

Il curatore della procedura, l’avvocato Massimo Vanucci, ha confermato l’aggiudicazione dell’immobile a una società, senza ulteriori elementi al momento disponibili. L’aggiudicazione è definitiva, salvo il pagamento del saldo entro 120 giorni: in caso di inadempienza, la cauzione verrebbe incamerata e il bene rimesso in vendita, ipotesi che il curatore definisce rara.

Si tratta di un fabbricato autonomo ad uso locale da ballo, sviluppato su due livelli fuori terra per una superficie complessiva superiore ai mille metri quadrati, con area cortilizia pertinenziale. La perizia descrive uno stato di forte degrado, con infiltrazioni, impianti danneggiati e ambienti in parte inagibili, elementi che hanno inciso in modo significativo sulla difficoltà di collocazione dell’immobile sul mercato.

Lo storico delle aste fotografa un progressivo ridimensionamento delle aspettative economiche. Tra gli ultimi esperimenti, nel luglio 2025 la base era fissata a 459mila euro, scesa a 367.200 euro nell’asta successiva dell’ottobre 2025, fino al prezzo base di gennaio 2026, che ha chiuso una fase durata anni.

La sua storia

L’immobile è noto per aver ospitato in passato La Perla, storico night club della riviera, la cui attività si interruppe nel 2013 nell’ambito dell’indagine “Mirror”, che portò alla confisca del bene. Dopo il passaggio nella disponibilità pubblica, nel 2016 lo stabile venne riutilizzato come Yellow Factory, spazio destinato ad attività culturali e associative rivolte ai giovani. Un’esperienza che non ebbe continuità e che si concluse nel giro di pochi anni, seguita da un lungo periodo di abbandono.

Negli anni successivi l’edificio è stato interessato da episodi di vandalismo, da un incendio nel 2019 e da interventi di messa in sicurezza. Nel 2022 il Comune affidò a Geat un progetto di ripristino minimo, per un importo di oltre 75mila euro, finalizzato a rendere nuovamente agibili alcuni spazi. Anche quel tentativo, tuttavia, non portò a una riattivazione stabile della struttura, che rientrò nel circuito delle vendite giudiziarie.

Con l’aggiudicazione dell’asta si apre ora una fase diversa: il nodo è capire se il cambio di proprietà si tradurrà in un progetto coerente con la strategia di rigenerazione urbana del Comune.

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