Il Grand Hotel di Riccione ha un primo aggiudicatario. L’asta per il complesso immobiliare si è chiusa a quota 29 milioni e 365mila euro, oltre 4,5 milioni sopra la base fissata di 24 milioni e 864mila euro. L’attuale aggiudicataria è la New Eden srl, società riminese già presente in città con altri investimenti immobiliari e alberghieri. Due gli offerenti che si sono contesi il compendio fino all’ultimo, con rilanci da 250mila euro.
New Eden è già impegnata nell’operazione da circa 10 milioni di euro sugli ex hotel Casadio ed Eden, destinati a diventare il condhotel The Manhattan e The Erika, e si è aggiudicata per 3,7 milioni anche l’ex colonia Bertazzoni. Con il Grand Hotel il gruppo compie dunque un salto di scala, ma la vendita non è ancora definitiva.
Dieci giorni per l’aggiudicazione
«Adesso ci sono dieci giorni per l’eventuale riapertura della vendita con un’offerta migliorativa non inferiore al 10%» spiega il curatore Ugo Morganti. Per riaprire la gara occorrerebbe quindi un’offerta di almeno 32.301.500 euro. «Se nei prossimi giorni qualcuno è interessato può chiedere la riapertura della vendita» aggiunge. Se non arriveranno nuove offerte, si procederà all’aggiudicazione definitiva e poi al versamento del saldo, per il quale sono previsti 150 giorni di tempo.
Morganti conferma che alla gara si sono presentati due offerenti. La vendita riguarda l’intero compendio immobiliare, parcheggio compreso. Restano fuori mobili e arredi: «Sto effettuando l’inventario, poi verrà tutto messo all’asta in un secondo momento perché io sono potuto entrare nell’immobile solo alla fine di luglio».
Sul complesso resta il sequestro preventivo disposto nell’ambito dell’inchiesta penale, circostanza nota agli offerenti. «Non è un sequestro finalizzato alla confisca, è solo un sequestro» precisa Morganti fiducioso di poter sbloccare la situazione. La curatela, aggiunge, aveva chiesto l’intervento della Procura «per liberare il complesso da chi lo occupava in maniera non legittima». Per la cancellazione del vincolo poi serviranno i tempi dell’autorità giudiziaria. «Chi ha comprato era conscio dell’intera questione, quindi sapeva tutto» sottolinea il curatore.
Alla procedura si aggiunge anche il diritto di prelazione dello Stato sui beni sottoposti a tutela, con il termine di 60 giorni previsto per il suo eventuale esercizio.
Il ricorso pendente
Resta aperto, infine, il fronte civile. L’avvocato Stefano Barbiani, legale civilista di Gianni Andreatta, richiama il ricorso pendente in Cassazione sulla mancata prosecuzione del concordato: «C’è ancora il ricorso in Cassazione», osserva, sostenendo che, in caso di accoglimento, «si apre una strada per l’eventuale risarcimento», e prospettando sul piano teorico anche possibili questioni restitutorie. Per Barbiani «il concordato fallimentare è sub iudice».
Il legale torna poi sulla perizia posta a base della vendita, che la difesa aveva già contestato chiedendo una nuova valutazione. Secondo Barbiani, la stima non avrebbe tenuto adeguatamente conto delle potenzialità urbanistiche del compendio e degli indici edificatori. Il risultato ottenuto già alla prima asta viene indicato dal legale come un elemento a sostegno della contestazione: «Il risultato di oggi ne è già la dimostrazione, perché la gente non va a buttare via 5 milioni».
L’asta segna quindi un passaggio decisivo nella lunga vicenda del Grand Hotel, ma non ancora conclusivo: restano i dieci giorni per eventuali rilanci, i tempi della prelazione, il sequestro preventivo e il giudizio pendente in Cassazione.