Riccione, Hotel Savioli Spiaggia: entro il mese di luglio il progetto in consiglio

Da quasi vent’anni il destino del grand Hotel Savioli Spiaggia accompagna il lungo e complicato percorso di rigenerazione dell’area porto di Riccione. Il progetto preliminare della proprietà, presentato nel 2019, resta ancora oggi l’ultimo scenario pubblico noto per l’area, mentre l’iter urbanistico, assicurano dal Comune, «non è arenato», ma «passa attraverso il piano particolareggiato di iniziativa pubblica», attualmente in istruttoria e destinato ad approdare in consiglio comunale prima del nuovo Pug, indicativamente nel mese di luglio.

Un passaggio tecnico, ma decisivo, perché sarà proprio quel piano a definire il quadro urbanistico entro cui la proprietà potrà successivamente presentare il progetto edilizio vero e proprio per il recupero dell’ex storico albergo sul porto. Dal Comune precisano infatti che, allo stato attuale, l’amministrazione non entra nel merito del progetto privato: «Una volta approvato il piano particolareggiato il privato dovrà presentare il progetto».

L’ultimo progetto presentato pubblicamente risale al 2019, quando Alway Savioli Srl, attraverso la legale rappresentante Margherita Torroni, illustrò una proposta di completa riqualificazione dell’area dell’ex Savioli Spiaggia. L’idea prevedeva una struttura ricettiva di fascia alta, con albergo cinque stelle, suite vista mare, spa, piscina e ristorante panoramici, sala polifunzionale per eventi e meeting e residenze temporanee ai piani superiori integrate ai servizi alberghieri. «Un intervento pensato - spiegava allora la proprietà - per riportare in vita un’icona del turismo degli anni passati» e riallacciare il rapporto fra il comparto e la nuova darsena, attraverso spazi aperti e funzioni connesse alla riqualificazione dell’area porto.

Lo storico albergo nacque nel 1933 come Grand Hotel Savioli Spiaggia e nel dopoguerra divenne uno dei simboli dell’ospitalità riccionese e della vita del porto. Poi il progressivo declino, la chiusura attorno al 2007, gli anni di abbandono e una lunga sequenza di progetti, ricorsi amministrativi e ipotesi di demolizione e ricostruzione mai arrivate alla fase esecutiva definitiva.

La vicenda è stata trattata anche da Investimenti Alberghieri – Hospitality Investment Review in un’analisi firmata da Roberto Necci, vice presidente di Federalberghi Roma e presidente del Centro Studi, secondo cui «questa vicenda non parla solo di Riccione» ma di «un tema centrale per tutto il mercato alberghiero: un hotel non vale per ciò che potrebbe diventare, ma per la capacità concreta di trasformare quel potenziale in reddito operativo, entro tempi, costi e vincoli sostenibili».

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