Il cantiere di viale Ceccarini e il tema dei disagi sono tornati in Consiglio comunale. Nell’ultima seduta l’opposizione ha chiesto ulteriori misure compensative per le attività coinvolte e un ruolo più attivo dell’amministrazione nel dialogo con i proprietari degli immobili. La sindaca Daniela Angelini ha ribadito i limiti di intervento dell’ente nei contratti tra privati, ricordando la riduzione del 50% della Tari già concessa. Dal fronte dei commercianti, però, la preoccupazione resta. «Avevamo chiesto di essere aggiornati con una cadenza regolare. La prima convocazione è arrivata per il 23 febbraio», osserva il presidente del Consorzio Maurizio Metto. Un confronto che arriva mentre il turnover commerciale si fa più evidente: «Questo è un periodo in cui normalmente ci sono cambi di gestione, è fisiologico. Ma indubbiamente questa stagione, con i lavori in corso, ha accentuato il fenomeno».
Le criticità
Alcune attività hanno chiuso, altre sono in valutazione. Per Metto il punto non è solo la riduzione temporanea dei costi: «La riduzione dei canoni è indispensabile in questa fase, ma è un intervento legato al momento. A me preme ancora di più la qualità dell’offerta commerciale». Il rischio, spiega, è che la riqualificazione non produca l’effetto atteso: «Un bellissimo viale su cui affacciano negozi chiusi o un’offerta non adeguata non è attrattivo».
Da qui la richiesta di un’azione più mirata verso i proprietari. «Già sarebbe sufficiente una sollecitazione specifica. L’amministrazione ha i contatti diretti con loro. È interesse di tutti, soprattutto dei proprietari stessi, valutare con attenzione chi mettere nei propri spazi. Se l’area si svaluta commercialmente, si svalutano anche gli immobili».
La distinzione
La sindaca, in aula, ha distinto i piani: «La crisi del commercio è un fenomeno nazionale e non legato esclusivamente ai lavori di Ceccarini. Diverso è il tema dei disagi da cantiere». Sui canoni di locazione ha ribadito che il Comune «non può intervenire nei contratti tra privati, ma può solo sensibilizzare i proprietari», invitandoli a evitare logiche di “miglior offerente” che nel medio periodo rischiano di impoverire l’area.
Metto non mette in discussione l’intervento: «Rifare il viale era indispensabile, i disagi erano in conto». Ma il contesto pesa: «Non veniamo da anni di vacche grasse. Gli operatori erano già in difficoltà. Questa è un’ulteriore prova e servono aiuti, da parte dei proprietari e da parte dell’amministrazione».