Riccione, “Autentico” in vendita: “Viale Ceccarini non è più un salotto, si sta snaturando”

Autentico Cucina&Altro finisce sul mercato. Il locale di viale Ceccarini 109/A, aperto poco più di quattro anni fa nel pieno del salotto riccionese, è comparso in questi giorni tra gli annunci immobiliari con una richiesta di 395mila euro per la cessione dell’attività, senza mura. Nell’inserzione si parla di ristorante e american bar da oltre 350 metri quadrati, con più di cento coperti interni, cucina professionale attrezzata, spazio esterno esclusivo e un format orientato a ristorazione, cocktail e dopocena. Il locale viene presentato come attività “chiavi in mano”, con clientela consolidata e fascia medio-alta.

Ma Thomas Montebelli, uno dei tre soci insieme a Luca Drelli e Marco Montebelli, mette subito in chiaro un punto: «Mi raccomando che non passi un messaggio sbagliato».

Montebelli respinge infatti l’idea che la possibile cessione sia legata a un’attività in sofferenza. «Autentico lavora e continua a funzionare molto bene», spiega, parlando piuttosto di una riflessione imprenditoriale legata all’evoluzione del gruppo e a nuovi progetti sul mare. «Ci stiamo guardando intorno per progetti legati al mare», conferma, sottolineando però che «non è un abbandono del salotto».

Resta comunque, nelle sue parole, una riflessione sul cambiamento del viale. «Il problema è che il salotto si sta pian piano snaturando» osserva, spiegando che Autentico aveva cercato di mantenere «una proposta diversa» per il contesto del Ceccarini.

Un ragionamento che si intreccia con le difficoltà più generali del commercio cittadino, tema richiamato anche da Alfredo Rastelli, presidente della delegazione riccionese di Confcommercio. «Il commercio purtroppo soffre da anni - osserva - e il caro affitti è sempre stato una spada di Damocle per le attività di viale Ceccarini».

Secondo Rastelli, negli anni il viale avrebbe progressivamente cambiato identità: «Una volta c’erano negozi più di qualità e anche a conduzione familiare. Con le monomarca il principale viale dello shopping si è un po’ snaturato». Ma anche il presidente della Confcommercio evita di leggere l’addio di “Autentico” come simbolo di desertificazione commerciale. Piuttosto, insiste sulla necessità di accompagnare la trasformazione del centro con regole più precise sulla qualità urbana e commerciale. «Con gli hub urbani speriamo arrivino regolamenti più adatti» spiega Rastelli, riferendosi al percorso avviato dalla Regione. «L’obiettivo è evitare attività e allestimenti che rischiano di svilire un asse turistico e commerciale importante come viale Ceccarini».

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui