A Riccione una grande festa di comunità ha accompagnato questa mattina, alle prime luci del sole, il ritorno in mare della tartaruga Cira. Circa 400 persone, tra cui tantissimi bambini insieme alle loro famiglie, si sono radunate sulla spiaggia di fronte alla sede della Fondazione Cetacea in viale Canova per assistere a un momento dal forte valore emotivo e ambientale. L’evento ha richiamato anche l’attenzione dei media nazionali, presenti sul posto con le telecamere del programma Uno Mattina Estate per raccontare su Rai Uno il momento della liberazione.
Riccione, anche le telecamere di “Uno mattina” per la liberazione della tartaruga Cira all’alba VIDEO
Dal soccorso al rientro nel mare Adriatico
Cira è una grande tartaruga marina femmina dal peso di circa 60 chilogrammi, soccorsa lo scorso 14 luglio in seguito a una cattura accidentale avvenuta al largo di Cesenatico. Accolta e accudita dal centro di recupero della Fondazione Cetacea, la tartaruga si è distinta nei giorni di ricovero per una spiccata energia e vitalità, fino al completo ritrovo della forma fisica. Dopo l’emozionante partenza dalla battigia, circa un centinaio di persone ha visitato la sede della struttura riccionese per condividere un momento insieme ai tantissimi volontari ed esplorare da vicino il lavoro svolto a tutela delle specie marine. Il felice rientro di Cira segue a pochi giorni di distanza quello di Nancy, un’altra tartaruga festeggiata e accompagnata in mare dalla comunità riccionese.
All’evento di questo mattino era presente anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Riccione, Christian Andruccioli. “Vedere così tante persone e soprattutto tantissimi bambini riuniti al sorgere del sole per salutare il ritorno in mare di Cira è una testimonianza bellissima del profondo legame che unisce il nostro territorio alla natura. La grande partecipazione di questa mattina e l’impegno costante dei volontari dimostrano quanto Riccione sia attiva e sensibile nella tutela della biodiversità e nella salvaguardia della vita marina del nostro Adriatico”.