Il Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini nella giornata di ieri ha ufficialmente comunicato di aver accettato l’offerta di acquisto presentata dal Comune di Riccione per Villa Mussolini. L’immobile, simbolo dell’identità balneare e nodo della memoria del Novecento, si avvia così a entrare definitivamente nel patrimonio pubblico dei cittadini riccionesi. L’offerta presentata dall’amministrazione comunale, pari a 1.206.000 euro, è stata giudicata congrua e preferibile nell’ambito di una valutazione complessiva, che ha tenuto conto del progetto del Comune, da parte della Fondazione.
“Oggi non celebriamo solo un acquisto, ma un atto di riappropriazione identitaria: è una vittoria della città per la città - dichiara con orgoglio la sindaca Daniela Angelini - Villa Mussolini non è un semplice immobile di pregio, ma un edificio storico che racconta la nostra evoluzione: dalla nascita come stazione balneare d’élite alla trasformazione in luogo pubblico dedicato alla cultura. Abbiamo presentato un’offerta solida perché fondata sulla realtà di quasi trent’anni di cure e investimenti pubblici. Dal 1997 l’Amministrazione ha gestito questo bene come se fosse già proprio, investendo risorse per garantirne la manutenzione e l’adeguamento funzionale. Riportare la Villa definitivamente ai riccionesi significa assicurarne la funzione sociale per le generazioni future. È una scelta di visione: Riccione non rimuove la propria memoria complessa, ma la rielabora criticamente attraverso la cultura per farne un’infrastruttura di futuro, capace di essere viva e pulsante tutto l’anno, oltre la stagionalità balneare”.
Così la vicesindaca Sandra Villa: “L’acquisizione di Villa Mussolini è il pilastro fondamentale della nostra strategia: creare un sistema culturale integrato che metta in rete le eccellenze del territorio. Come dettagliato nella nostra relazione tecnica, la Villa diventa il baricentro di un’architettura della conoscenza che connette Villa Franceschi, Villa Lodi Fè, lo Spazio Tondelli e il Museo del Territorio. La nostra visione trasforma la Villa in una ‘fabbrica di pensiero’ permanente, fondata su quattro pilastri strategici: dimensione sociale, sviluppo del territorio, formazione e cultura. Non sarà solo la sede di grandi mostre fotografiche internazionali – come quelle che hanno già portato a Riccione maestri del calibro di Erwitt, McCurry, Capa, i grandi fotografi Magnum e molti altri – ma diventerà un laboratorio di welfare culturale e un centro di documentazione per il nostro patrimonio immateriale e i nostri archivi storici, aperto alle scuole e all’università 365 giorni l’anno”.