RICCIONE. Un quarto di milione di euro. È la somma che quattro abili truffatori, stando alle indagini dei carabinieri e della procura della Repubblica di Modena, si sarebbero messi in tasca dopo aver violato i sistemi informatici per giocare al Lotto e SuperEnalotto di due tabaccherie modenesi, una di Vicenza e una di Riccione.

Un colpo, quello in Riviera, costato però molto caro alla banda. È stata infatti una tabaccaia della Perla Verde a mettere in moto con la propria denuncia l’inchiesta ora giunta alle battute finali del processo di primo grado. Per le due presunte menti, la pubblica accusa ha chiesto la condanna a tre anni di carcere e mille euro di multa. Due anni, 8 mesi e 800 euro di multa ciascuno, la richiesta per i due complici. Tutti e quattro gli imputati hanno precedenti di polizia e condanne per truffa.

Autentici professionisti

Lungo e approfondito il lavoro per arrivare alla perfezione del colpo. Dopo aver ricavato da internet le informazioni tecniche sul sistema telematico, i suoi punti deboli ed anche su truffe passate simili a quella che volevano mettere in atto, il piano entrava nel vivo, mettendo il mostra tutta loro “professionalità”, sfoderata per mettere in atto i trucchi tecnici come i dettagli dell’operazione (dalla carta intestata, alla divisa di Lottomatica). Come detto le giocate manipolate andate a buon fine hanno permesso alla banda di incassare e circa 250mila euro dei quali 150mila sono stati riscossi in altre ricevitorie all’oscuro, è stato accertato, delle scommesse truccate.

Faccia tosta

«Buongiorno, sono il tecnico. Ha ricevuto la chiamata ieri da Lottomatica, vero? Bene, mi fa vedere l’apparecchio?» Si presentavano così alle vittime che incontravano faccia a faccia incuranti della possibilità di essere riconosciuti, nel caso qualcosa andasse male. Prima una finta telefonata della società di giochi che ufficializzava un controllo ad apparecchi con qualche problema, cui faceva seguito l’arrivo del tecnico che oltre alla divisa aveva che il badge di Lottomatica.
«Devo controllare l’apparecchio», diceva al tabaccaio che lo lo stava aspettando. Il finto tecnico procedeva in interventi lunghi, poi a un certo punto spediva un fax raccomandandosi di non spegnere la macchina alla chiusura e neppure il Pc collegato. Tornava il giorno dopo, stessa procedura, stessi misteriosi interventi di riparazione e controllo. In questo modo riusciva a inserirsi nel sistema numerose raffiche di giocate al “Lotto” e “10 e Lotto”, puntare, vincere e mandare un complice all’incasso.

Il danno e la beffa

Lottomatica, infatti, ha inviato decreti ingiuntivi alle tabaccherie, nonostante la consapevolezza che anche loro sono vittime, per ottenere la restituzione dei soldi truffati.

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