Riccione, un prezioso tirocinio per 77 persone con disabilità

“Sono felice perché da oggi, 1 febbraio, mia figlia Samanta ha un contratto di assunzione per un anno. Dopo aver svolto tirocinio in una impresa di servizi per due mesi l’azienda ha deciso di assumerla e Samanta, che ha 25 anni e sa cosa vuole, ha detto subito si”. 

Marina è la madre di Samanta, una ragazza disabile selezionata e inserita in un’azienda del territorio locale grazie a un intervento messo in campo dal Distretto di Riccione, nell’ambito del Piano di Zona, affidato nel 2021 alla RTi composta dalle cooperative sociali New Orizon, Ob Service e Demetra. Le cooperative si occupano della gestione di tirocini, formazione e inserimento lavorativo delle persone in carico al Servizio Sociale Territoriale del Distretto. Nonostante le difficoltà causate della emergenza sanitaria e della crisi che ha investito il mondo delle imprese, le cooperative in stretta collaborazione con l’Ausl e il settore Servizi alla Persona del Comune di Riccione, quale ente capofila dei 27 Comuni del Distretto, hanno preso in carico dallo scorso aprile ad oggi 77 persone disabili introdotte in azienda per svolgere tirocini.  Di queste, 5 hanno ottenuto un vero e proprio contratto di assunzione di lavoro sia a tempo indeterminato che determinato per la durata di un anno con possibilità di proroga. Le mansioni in azienda sono diverse, spaziano dall’assemblaggio di telai di legno, all’ imballaggio di prodotti commerciali, alle pulizie negli uffici aziendali.

E’ il caso di Samanta che, continua la madre Marina “ha trovato un clima favorevole tanto che, dopo i primi giorni di tirocinio in cui doveva ambientarsi alla nuova esperienza, ha instaurato un bellissimo rapporto con una dipendente dell’impresa. Quando torna a casa mia figlia non è agitata ma tranquilla e serena e questa è una grande soddisfazione anche per noi della famiglia”.

Il valore del tirocinio

“I tirocini, della durata massima di 1 anno, non hanno il solo obiettivo di trovare lavoro a persone disabili o con fragilità – sottolineano dalla cooperativa Ob Service – ma anche e soprattutto quello di trovare l’occupazione giusta alla persona giusta, al di fuori dell’obbligo di assunzione disabili e categorie protette nelle imprese sopra i 15 dipendenti come previsto dalla legge n.68 del 1999. Visitiamo numerose aziende fuori e dentro la provincia e, rispetto al passato riscontriamo che i disabili vengono sempre più spesso considerati una risorsa, non un peso o un obbligo, dai sentimenti sinceri e autentici”. Per chi non è ancora pronto a svolgere tirocinio individuale sono stati avviati tirocini di gruppo nelle aziende “Luvirie”, presente nella zona artigianale di Riccione dove i ragazzi svolgono attività di produzione, etichettatura, confezionamento di prodotti alimentari tipici della Romagna e “Grabo Baloons” di Coriano.

“Sarebbe folle non essere affiancati da persone con disabilità fisica o cognitiva – commenta Jonathan Grassi della azienda Grabo  – con loro si riesce a instaurare con naturalezza un legame di affetto e amicizia. Sono oltre una decina i ragazzi che dal 2011 ad oggi hanno svolto operazioni di piegamento, imbustamento e confezionamento di palloncini in tirocinio, uno di questi, Francesco, ha raggiunto il grande traguardo dell’assunzione, attento e diligente lavora al pc”.

La soddisfazione del vice sindaco

“ Queste testimonianze  – dichiara l’assessore ai Servizi alla Persona e vice sindaco Laura Galli – sono la dimostrazione che sensibilità, curiosità, manualità e ingegno delle persone diversamente abili sono una ricchezza sul luogo di lavoro e, devo dire che in settori complessi e delicati come il sociale, incrociare tanti soggetti diversi, famiglie, tirocinanti, imprenditori, dipendenti e personale del sociale è un’operazione non facile che, se riuscita, può diventare il trampolino di lancio per una effettiva integrazione. E proprio le imprese del territorio, con laboratori e cicli di produzione vera e propria, saranno presenti all’ex mattatoio dove verrà realizzato un grande centro per disabili e non solo. Dopo un percorso articolato a step voluto per ascoltare e confrontarci con famiglie, associazioni del territorio e giovani normodotati, abbiamo il progetto di fattibilità tecnica ed economica. Tra le priorità inserite c’è il lavoro, che dovrà essere calzato su misura per lavoratori e imprese.”

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