Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Rimini Benedetta Vitolo ha accolto l’istanza del pm Luca Bertuzzi e sollevato la questione di legittimità costituzionale relativamente a un aspetto della legge sull’“Inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo” (12 aprile 2019 numero 33). In attesa del responso della Corte costituzionale, di conseguenza, resta sospeso il giudizio sul 43enne riccionese con gravi problemi psichiatrici responsabile dell’uccisione della nonna, aggredita in casa a Riccione il 7 gennaio 2020. «La nuova legge non prevede – da qui nascono i dubbi messi nero su bianco dal giudice – che l’imputato infermo di mente riconosciuto incapace di intendere e di volere al momento del fatto con perizia accertata in sede di incidente probatorio possa chiedere di definire il processo con rito abbreviato nel caso di reato astrattamente punibile con la pena dell’ergastolo».

All’imputato, difeso dall’avvocato Cinzia Bonfantini, viene contestato l’omicidio volontario aggravato, ma già si sa che non è processabile perché infermo di mente (non è imputabile, ma deve essere messo in condizioni di non nuocere). Il rito abbreviato in questo caso non dà sconti, abbatte i tempi, le sofferenze e i costi rispetto a una Corte d’Assise. Le conclusioni della perizia psichiatrica non lasciano, infatti, margini di dubbio: l’uomo è totalmente incapace di intendere e di volere. Una condizione insanabile. Si tratta di un vuoto da colmare al più presto. and.ros.

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