di Allegra Zanni

Covid: scatta la quarantena per i compagni di viaggio di don Giorgio. Saranno tutti sottoposti a tampone da parte dell’Ausl e a due settimane di quarantena i circa 45 parrocchiani che hanno partecipato al viaggio in Cilento con don Giorgio Dell’ospedale, risultato positivo al coronavirus nella giornata di venerdì. Era stato lo stesso parroco della Santi angeli custodi di Riccione, ora ricoverato all’ospedale Infermi di Rimini, a fornire all’Ausl le prime indicazioni per svolgere l’attività di contact tracing. La voce di don Giorgio è un po’ roca, ma lo spirito è più che buono. Quando gli si chiede come si senta, infatti, il don propone la sua classica risposta: «Ottimamente!».

Principio di polmonite

«Mi stanno curando per un principio di polmonite, ma non mi sento male e non ho problemi respiratori» spiega don Giorgio, «i medici e gli infermieri mi curano al meglio e io sono tranquillo». Il pensiero non può che correre allora alla parrocchia, all’interno della quale potrebbero esserci diverse persone positive e che si è trovata costretta a rinviare gli appuntamenti più vicini. Sebbene manchino ancora i risultati dei test effettuati su chi ha preso parte alla gita in Cilento, «so che c’è circa una ventina di persone attive nella parrocchia che potrebbero aver contratto il virus» afferma don Dell’Ospedale. Come il coronavirus si sia diffuso tra i parrocchiani della Santi angeli custodi è difficile a dirsi. «Abbiamo iniziato a riprendere le attività della parrocchia facendo sempre attenzione e prendendo sempre le dovute precauzioni» sottolinea don Giorgio, «abbiamo seguito tutte le regole per il viaggio, per le messe e per gli incontri. Anche la nostra festa parrocchiale è stata svolta all’aperto e ridotta ai minimi termini, garantendo il rispetto delle distanze». Proprio un ospite della festa parrocchiale, che si è svolta sabato 19 e domenica 20 settembre, è poi risultato positivo al coronavirus: difficile però, se non addirittura impossibile, capire a questo punto chi sia stata la prima persona a essere suo malgrado contagiata. Per permettere all’Ausl di svolgere tutti i controlli e per garantire la massima sicurezza, è stato sospeso l’inizio dell’anno catechistico – previsto per la prossima settimana – e la prima comunione, fissata per il 25 di ottobre, è stata rinviata a data da destinarsi. «Sono tanti mesi che non vediamo i ragazzi e non sarebbe giusto farli arrivare a un momento così importante impreparati» aggiunge il parroco.

Intanto, il cellulare di don Giorgio continua a squillare e sui social si moltiplicano i messaggi di auguri e le preghiere. «Mi fa molto piacere. Leggo tutto, anche se faccio fatica a rispondere. Colgo qui l’occasione per ringraziare tutte le persone che mi hanno contattato» conclude don Giorgio. «In alto i cuori».

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