Riccione. Tosi a processo per mancati divieti di balneazione

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini Vinicio Cantarini ha rinviato a giudizio la sindaca di Riccione, Renata Tosi, e gli altri coimputati, a vario titolo, nell’ambito della vicenda sulle mancate, ritardate o disattese ordinanze temporanee di divieto balneazione relative alle stagioni estive 2015 e 2016. La prima cittadina, che è difesa dall’avvocato Cesare Brancaleoni e respinge ogni addebito, dovrà rispondere di abuso d’ufficio e rifiuto di atti d’ufficio. Nel corso dell’udienza la difesa aveva chiesto il proscioglimento, ma il giudice ha optato per un approfondimento in aula in considerazione della complessità della materia. Dietro alle mancate o ritardate ordinanze di divieto di balneazione è emerso infatti un quadro di difficili comunicazioni, un caos organizzativo e un meccanismo farraginoso nella catena di comando per cui a volte i cartelli non venivano piazzati in tempo utile o non venivano piazzati affatto. Tutti respingono il minimo sospetto di dolo, circostanza necessaria per determinare la responsabilità penale. La prima udienza davanti al tribunale di Rimini è stata fissata per il 15 giugno 2021. L’accusa contesta una serie di episodi ricorrenti nei quali, a fronte dello sforamento dei parametri (specialmente nelle aree a ridosso del fiume Marano e del rio Asse), i cartelli di divieto non sarebbero mai spuntati. «Non ero io a doverli piazzare personalmente in spiaggia – spiegò la sindaca, sospettata di essersi rifiutata di firmare l’ordinanza sindacale preventiva, quando venne ascoltata in procura – ma per quanto mi riguarda ho sempre tempestivamente firmato le ordinanze ogni volta che che sono state sottoposte alla mia attenzione». A vario titolo saranno processati anche l’ex assessore Susanna Vicarelli; il dirigente comunale Vittorio Foschi; l’ex comandante della polizia municipale Pier Paolo Marullo (difeso dall’avvocato Moreno Maresi); l’ex dirigente dell’Ausl Francesco Toni (solo per omessa denuncia, difeso dall’avvocato Alessandro Petrillo).
L’intervento della sindaca
La Tosi commenta: «Confido nel lavoro della magistratura sapendo anche che a queste situazioni chi ha la responsabilità di un’amministrazione non è nuovo. Si tratta – se vogliamo – di un rischio del mestiere. Senza scomodare le statistiche nazionali e il dibattito sull’eliminazione del reato di omissioni di atto d’ufficio per i primi cittadini, il mio pensiero va a quanti sindaci ed ex sindaci, ex presidenti di provincia sono stati indagati e posti sotto processo nella provincia di Rimini. Se una considerazione mi è concessa credo che spesso anche agendo al massimo delle proprie capacità umane, in massima coscienza, nel massimo rispetto della legge, il nostro operato spesso finisce sotto la lente di ingrandimento, fa parte delle dinamiche della democrazia, che rispetto».

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