Riccione. Tassa di soggiorno, incassi crollati di 2 milioni

I conti del Comune confermano una diminuzione del gettito dell’imposta di soggiorno di 2 milioni di euro per il 2020. Il drastico calo relativo allo scorso difficile anno era ampiamente prevedibile, anche per il fatto che le presenze turistiche sono calate del 54 per cento. Nel 2019 il Comune aveva introitato 4 milioni e 500mila euro, nel 2020 nelle casse pubbliche sono arrivati 2 milioni e 500mila euro, raccolti dalla tassa pagata dai turisti. «Siamo riusciti comunque a garantire i servizi che devono essere sostenuti dalla tassa di soggiorno – spiega l’assessore al Bilancio, Luigi Santi -, come gli eventi che è stato possibile organizzare la scorsa estate, i lavori della passeggiata del lungomare Goethe, il dragaggio del porto e gli asfalti». La speranza comunque resta quella di una stagione migliore. «Contiamo su una bella ripresa del turismo già da maggio – prosegue Santi -, la città si sta preparando, non vediamo l’ora di accogliere i nostri turisti». Sul fronte dell’evasione per quanto riguarda la tassa di soggiorno, «è praticamente azzerata, per lo più i casi che capitano sono legati a distrazioni o dimenticanze. Anche perché – aggiunge Santi -, il regolamento comunale sui tributi che abbiamo adottato a partire dall’inizio del 2019 sta funzionando bene». In pratica alle attività che non sono in regola con i tributi comunali viene sospesa la licenza fino a quando la situazione non viene saldata.

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