RICCIONE. Voleva passare una serata trasgressiva a ridosso del Ferragosto del 2017. E così, su Internet, aveva cercato compagnia femminile a pagamento. Ma quando si è presentato all’appuntamento, ha “notato” come la modella che aveva bucato il video del suo smartphone, non corrispondesse affatto alla “padrona” della casa dove era stato invitato a presentarsi, un condominio di via Panoramica, previo pagamento di 100 euro. Tutt’altro.

Così constatata la mascolinità della potenziale partner, lo ha informato di averci ripensato. Cosa che non è stata presa bene dal padrone di casa che lo avrebbe preso a ceffoni, mentre un 41enne, che poi si scoprirà essere un militare di carriera, armato di un pistola, rivelatasi successivamente un’arma giocattolo, lo avrebbe costretto a pagare quanto pattuito anche senza la consumazione della prestazione sessuale. Per farlo gli avrebbe puntato la pistola alla tempia. Minaccia, ha ripetuto la vittima anche ieri mattina durante la prima udienza del processo, che aveva ottenuto l’effetto desiderato. Si era infatti visto costretto a consegnare due banconote da 50 euro. Quindi per la paura, con la canna della pistola davanti agli occhi, si era dato alla fuga, salvo poi fermarsi e richiamare il transessuale al cellulare per chiedere la restituzione del denaro. Solo dopo il secco rifiuto, la vittima arrivata a Riccione per trascorrere la vigilia di Ferragosto al Cocoricò, si era decisa a chiedere aiuto ai carabinieri. Transessuale e militare, che devono rispondere di rapina in concorso, sono difesi di fiducia dall’avvocato Flavio Moscat.

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