Riccione, riecco l’hotel Corallo: “Daremo lavoro a 40 persone”

Ristrutturazione ed ampliamento dell’hotel Corallo oramai agli sgoccioli, così Lorenzo Spadini titolare della struttura alberghiera della prima linea riccionese, fa il punto dei lavori.

L’evoluzione del Corallo

«Il progetto ha interessato in primo luogo le parti del fabbricato già esistente – spiega – dove risulta già conclusa la riqualificazione, unita ad un miglioramento energetico». Invece per l’edificio nuovo, che un tempo ospitava il ristorante Ranch saloon, «l’inaugurazione è prevista per la prossima stagione». Ed aggiunge: «Stiamo ultimando i dettagli e le parti esterne, mentre all’interno è già stato allestito anche l’arredamento. Ora – osserva – siamo pronti ad immettere sul mercato un prodotto di altissimo profilo. Non credo che a Riccione esista qualcosa del genere: perché disponiamo di due attici, oltre a 16 unità di dimensioni generose, tutte dotate di balcone e saletta da pranzo, posta all’esterno». E rimarca: «Chi soggiornerà potrà anche ordinare al ristorante open situato al piano terra, per poi pranzare o cenare sul loggiato davanti al soggiorno del proprio alloggio». Una proposta che pare quasi studiata «per la questione Covid, ma che – precisa – era stata studiata prima della pandemia, con l’idea di tutelare la privacy per momenti da vivere affacciati sul mare in compagnia solo dei familiari».

L’intervento

«Degli appartamenti, dieci sono composti da due camere da letto, due bagni e un soggiorno, mentre i restanti da una camera con soggiorno e bagno». Quanto alle metrature, puntualizza, si va dai 50 ai 100 metri quadri, misure ideali per quelle famiglie che sono il nostro target di riferimento e che arrivano spesso con i nonni al seguito». Il fabbricato in sé, osserva, è quasi a consumo zero, ma anche iper connesso e dotato di tutte le attrezzature e tecnologie più moderne.

Mettendo sotto la lente il ristorante, ribadisce poi che è stato creato ex novo «per offrire alternativa al buffet proposto e servito dal ristorante principale “Il corallino”, ma anche agli snack in piscina preparati in una piccola cucina».

Il nuovo bistrot

Al contrario il nuovo locale, da «circa 120 posti, che sarà un bistrot di livello un po’ più raffinato, vanterà due zone: una interna e l’altra sul lungomare». È previsto un orario di apertura lungo, fino a sera inoltrata e l’apertura anche a clientela esterna. «Ancora work in progress – riconosce – la definizione dei menù e del nome, su cui esistono – dice abbozzando un sorriso – almeno tre scuole di pensiero». Certo è che l’intero complesso, tra albergo, ristorante e vigilanza, «darà lavoro ad una quarantina di persone». Infine sottolinea: «Rispetto al passaggio iniziale (di 1,20 metri circa ndr), stiamo ampliando l’accesso al mare, grazie ad un marciapiede largo tre metri che dal prospetto di fronte a via Bixio conduce in spiaggia». La convenzione sottoscritta con l’amministrazione ricorda «parla di una struttura a uso pubblico». Del resto «non ci sarà nessuna recinzione e basterà un badge per accedere alle zone riservate, dagli ascensori alle abitazioni».

L’idea di fondo? «Puntare sulla qualità che ha risvolti a cascata anche sul versante economico». Un esempio? «Forse potevamo creare 60 camere da letto – fa notare – ma abbiamo scelto di ritagliare solo 18 unità abitative. Sulla scorta dell’esperienza varata 12 anni fa con l’altra struttura, dove anziché creare 40 stanze, abbiamo costruito 16 suite, qui ci siamo spinti anche oltre», ammette. Confidando nei test «condotti con i clienti, abbiamo infatti appurato che se c’è la qualità, il prezzo diventa un aspetto relativo. Quando le cose valgono, per fortuna c’è chi può spendere, e lo fa volentieri per la propria famiglia».

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