Riccione. Porto canale, ecco il piano per la riqualifica

E’ pronto il piano strategico per cambiare volto al Porto di Riccione: un progetto che nel suo insieme intende ripensare e rigenerare in profondità l’area portuale e tutto l’asse fluviale del Rio Melo, fino ai confini della città. “Per la città di Riccione, il progetto del Porto aprirà nuove possibilità di sviluppo a 360 gradi – ha detto il sindaco Renata Tosi -. Un turismo marittimo qualificato si unirà alla riscoperta di una vocazione, quella legata al mare e al balneare, che con forza oggi rivendichiamo come fattore culturale dell’identità della nostra comunità. Insomma il Porto non può essere solo quel luogo dove si ormeggiano le barche, ma deve essere la porta d’accesso sull’acqua alla città, deve essere integrata con essa tanto da portarle valore aggiunto. Il nostro progetto è pensato per far rifiorire tutta la zona, lungo il margine del fiume, creando la possibilità di una riqualificazione urbana, ecologica, con la creazione di nuove attrazioni per i cittadini e turisti”. 

Previsto un deviatore del Rio Melo verso Rio Marano che da una parte affronta strutturalmente l’annoso e costoso problema dell’insabbiamento dell’imboccatura del porto. Un intervento che come particolarità avrà un sistema di controllo e non di definitiva chiusura del Rio. E’ quello che Leonardo Da Vinci ha elaborato e realizzato per il porto canale di Cesenatico.   

Le attuali darsene interne non verranno toccate in termini di specchio d’acqua mentre è prevista la creazione di due lagune: un campo boa con gavitelli per l’attracco di yacht, e un’altra laguna per lo svolgimento di regate. Entrambe esterne al porto di un chilometro e mezzo verso il largo e per un estensione di 2,5 km con un pescaggio di 7-8 metri. Sulla terraferma si prevede la creazione di un “palazzo del mare” dove oggi sorge il Club Nautico, che ospiterà tutte i servizi legati alla nautica oltre alla Capitaneria di Porto. 

Nuovi argini pedonalizzati e completati con nuove sistemazioni a verde creeranno un percorso naturalistico a margine dell’asta fluviale. E quindi sul versante più interno verrà creato un porto a secco, precisamente tra il ponte della ferrovia e quello di viale Castrocaro che sarà un nuovo polo urbano per la nautica carrabile con servizi e piccoli negozi dedicati. Il porto a secco è la soluzione più innovativa alla scarsità di ormeggi e necessita solo di uno scalo di alaggio o uno scivolo ricavato in uno specchio d’acqua protetto dal mare aperto dove effettuare in sicurezza le operazioni di varo e alaggio e permettere alle barche di sostare. I parcheggi per oltre 500 posti auto sorgeranno in prossimità del viale Castrocaro, lato monte e mare, utilizzando lo scanso naturale della falesia. Cioè il degradare naturale del terreno da monte verso mare. 

Il primo passo sarà sull’asta fluviale dove sono in corso gli approfondimenti tecnici, la copertura economica è molto più ampia (4 milioni di euro già disponibili) grazie alla vendita delle azioni di Hera. Il crono programma prevede la realizzazione dell’area 2 (tratto del Melo dalla ferrovia al D’Annunzio, quello strettamente inteso come porto canale) entro il mandato dell’amministrazione Tosi. 

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