Riccione. Permessi a 15 bagnini per piscine e chiringuito

Pratiche a raffica in Comune, dove gli uffici stanno per rilasciare 15 permessi edilizi ad altrettanti stabilimenti balneari intenzionati a rinnovarsi. «Sono numeri importanti», commenta il presidente della cooperativa bagnini Riccione, Diego Casadei. «Malgrado la pandemia in corso e la faccenda delle concessioni i bagnini hanno voglia di fare». Si parla di autorizzazioni per spostamenti di cabine per aprire il “cono visivo” verso il mare, per realizzare piscine, vasche idromassaggio, i chiringuito e spazi relax. «I bagnini, in maniera particolare a Riccione, hanno sempre continuato a investire in questi anni “a loro rischio e pericolo” a causa della spada di Damocle del rinnovo delle concessioni di spiaggia – aggiunge Casadei -, e oggi lo fanno ancora di più e a maggior ragione grazie alla boccata d’ossigeno della proroga di 13 anni, anche se qualche dubbio ancora rimane». A spingere verso il rinnovo è la clientela: «Non si fa altro che andare incontro alla loro richiesta, è il turismo che oggi richiede servizi». Sulla proroga delle concessioni demaniali fino al 2034, attuato con l’applicazione della legge 145 del 2018, punta l’attenzione la lista Riccione Civica. «Alla luce di alcune sentenze della Corte costituzionale che hanno bocciato i rinnovi automatici siamo preoccupati per quello che potrebbe succedere ai titolari balneari che si sono fidati e hanno aderito alla proroga della concessione adottata dal Comune. Questi imprenditori, molto probabilmente, hanno già investito risorse proprie per ammodernare le loro spiagge. Noi di Riccione civica – proseguono – assieme ai riccionesi siamo preoccupati per le eventuali conseguenze alle quali possono andare incontro i nostri imprenditori balneari». Nel frattempo alla cooperativa si continua a lavorare per il riconoscimento all’Unesco delle tradizioni, gli usi e la cultura della spiaggia di Riccione. Lo studio è stato affidato all’Università di Bologna, con un contributo da parte del Comune di 50.000 mila. «Il documento è quasi pronto – conclude Casadei -, lo stiamo traducendo in inglese, faremo una presentazione a breve, prima che prenda la strada per Roma».

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