Riccione, nuova convenzione tra Comune e Centro di Solidarietà per contrastare la crisi

La crisi economica e la conseguente mancanza di lavoro protratta per lungo termine ha aumentato il numero di persone che chiedono aiuto per cercare lavoro. Una situazione amplificata dalla pandemia e dalla emergenza sanitaria. Alle persone disoccupate in condizioni di svantaggio per problematiche familiari e sociali, con bassa scolarizzazione o rientranti in una fascia d’età difficilmente collocabile nel mercato del lavoro, è rivolto il progetto Piazza 4.0. La convenzione è stata siglata nei giorni scorsi tra il settore Servizi alla Persona del Comune di Riccione e il Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere di Rimini.

“Abbiamo aderito a questa convenzione – ha affermato il vice sindaco e assessore ai Servizi alla Persona, Laura Galli – per non lasciare sole quelle persone che, non avendo una rete familiare di sostegno, vivono in completa solitudine e con difficoltà estrema l’inserimento lavorativo. Segnalate dallo sportello sociale del Comune al Centro di Solidarietà, queste persone potranno avere risposte diverse.Non solo sostegno nella ricerca di un’occupazione ma anche percorsi formativi e di riqualificazione per facilitarne il reingresso lavorativo e, aspetto da non sottovalutare, il miglioramento delle relazioni interpersonali a vantaggio di un percorso di inclusione sociale. Il posto di lavoro è infatti la prima fonte di autonomia economica ma allo stesso tempo è anche strumento socializzante”. “ Siamo soddisfatti e orgogliosi – ha aggiunto il presidente del Centro di Solidarietà, Massimo Tamburini – di portare il nostro contributo in un territorio come Riccione nel quale eravamo fino ad oggi assenti. Da circa 40 anni aiutiamo coloro che hanno bisogno di un lavoro partendo da uno screening delle professionalità fino alla compilazione di curriculum svolgendo funzioni di indirizzo sul mercato occupazionale in rapporto costante con Istituzioni locali e altre associazioni di volontariato”. Con una media di 300 colloqui l’anno, il Centro di Solidarietà ha ricollocato negli ultimi due anni una cinquantina di persone, negli anni pre-pandemia sono state un’ottantina in prevalenza nei settori turistico -alberghiero, pulizie degli ambienti e uffici amministrativi.

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