Riccione, svolta nell’ex colonia: il Comune si prende gli appartamenti

Riccione, svolta nell’ex colonia: il Comune si prende gli appartamenti

RICCIONE. I 45 appartamenti della ex colonia San Giuseppe sono diventati di proprietà del Comune. Gli occupanti dagli ultimi mesi del 2019 devono pagare l’affitto all’ente, ma tre famiglie hanno deciso di riconsegnare le chiavi. «L’annosa questione dell’ex colonia che sarebbe dovuta diventare una struttura per anziani è dunque arrivata a una svolta pratica dopo che il Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna aveva respinto sia l’istanza di sospensione che i ricorsi proposti dalla ditta proprietaria, la Michelangelo società cooperativa, per l’annullamento del provvedimento dirigenziale di diniego di sanatoria e del provvedimento dirigenziale di accertamento dell’inottemperanza».

Immobili liberati

La società ha ristrutturato il complesso edilizio non con il cambio di destinazione d’uso da ex colonia a casa protetta per anziani, come previsto dalla concessione edilizia, ma trasformandolo in un’unità residenziale costituita da appartamenti per civile abitazione. Di fatto dopo la sentenza di primo grado del Tar gli appartamenti dell’immobile che si trova in viale Torino, tra i viali Michelangelo e Canova, sono confluiti nel patrimonio comunale. Alcune famiglie hanno scelto di liberare gli immobili invece che pagare un affitto al Comune.

Il condono Berlusconi

Il Tar nell’ottobre del 2018 aveva motivato il rigetto in quanto “palesemente infondato” nella parte in cui si sosteneva la sostanziale legittimità delle sanatorie presentate per modificare la destinazione d’uso dell’immobile. L’intervento risale al 1998, successivamente dai sopralluoghi dei tecnici comunali emerse che di parti comuni, spazi per la riabilitazione e sale lettura non ce n’era traccia. Nel 2002 l’opposizione di allora si scaglio contro la società, che nel 2004 tentò anche il condono Berlusconi che però non venne accolto. Nel corso degli anni il Comune ha notificato l’ordinanza di demolizione con ripristino all’uso originario, la società non ha adempito nell’arco di tempo prefissato a 90 giorni, quindi il Comune ha rinotificato il provvedimento di acquisizione al patrimonio dell’ente atto che lo legittima alla richiesta di un pagamento di affitto in attesa della sentenza di ultimo grado del Consiglio di Stato. «Il Pd che interviene l’amministrazione Tosi che chiede il rispetto della legge con i primi tangibili risultati», commenta l’assessore Luigi Santi.

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