RICCIONE. Due calci al pallone con gli amici, dopo il lockdown. Ma purtroppo ieri pomeriggio per il riminese Roberto Tamburini, 23 anni, il cuore si è improvvisamente spento. Il dramma è andato in scena nel pomeriggio al parco della Resistenza.
La tragedia
Le risate liberatorie dopo due mesi vissuti forzatamente in pantofole sul divano di casa, sono diventati prima sguardi sgomenti e poi urla di disperazione una manciata di minuti prima delle 15, quando il ragazzo si è improvvisamente accasciato a terra. Gli amici gli si sono immediatamente stretti attorno. Lo hanno chiamato ma quando hanno capito che qualcosa di molto grave era accaduto, hanno chiamato i soccorsi. Giusto il tempo di mettere in moto ambulanza e automedicalizzata ed il personale di Romagna soccorso si è ritrovato all’improvvisato capezzale di Roberto.
Fatto l’impossibile
E lì, sull’erba, dopo essersi fatti spazio tra gli amici allontanati così come i curiosi, hanno eseguito le prime fondamentali manovre rianimatorie. Il personale sanitario ha impiegato poco per capire che si trovava davanti ad un caso di arresto cardiaco. Il ragazzo è stato così anche defibrillato ed il cuore ha ricominciato a battere, ma non tanto da consentirne il trasferimento. Rianimatore e infermieri hanno impegnato una quarantina di minuti per arrivare alla sua stabilizzazione. Finalmente, quando il quadro clinico è apparso più accettabile, è stato caricato in ambulanza e trasportato a sirene spiegate all’ospedale Infermi, dove purtroppo, nonostante lo spasmodico impegno di tutti, il suo cuore ha cessato di battere. Questa volta, purtroppo, per sempre.
L’indagine
Al momento non si sa se Roberto Tamburini soffrisse di qualche patologia cardiaca. Questo lo stabilirà l’esame autoptico che sarà disposto direttamente dalla direzione sanitaria dell’ospedale, operazione di prassi in particolari situazioni luttuose come questa.

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MUORE

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