La piramide del Cocoricò

Nuova asta per i marchi verbali e grafici Cocoricò, Ciao Sex, Morphine, Titilla e Memorabilia. Chi li vorrà dovrà partire da un base d’asta di 100mila euro, con un rialzo minimo di 5mila euro. Le offerte dovranno arrivare entro il 1° aprile, la procedura di vendita è fissata per il 2 aprile alle 14 in via Gambalunga 28.
Al termine dell’asta sarà possibile assegnare i marchi: il loro valore, secondo perizia, è comprensivo anche del valore del nome del dominio e dei profili sui social network. I marchi sono presenti con profili official su Facebook con oltre 438.000 mi piace, su Instagram con 70.800 followers e Twitter 1.041, «i numeri espressi dai profili social sono di tutto rispetto e costituiscono un “plus” commerciale di seria importanza», si legge nella perizia richiesta dal Tribunale di Rimini.
Come funziona
Chi si aggiudica i marchi può utilizzarli indipendentemente dal legame con la discoteca sulla collina riccionese. A richiedere informazioni oltre a gruppi di imprenditori del riminese ci sarebbero anche altri imprenditori di Milano, Torino e Ancona.
La nuova gestione del locale ha annunciato nei giorni scorsi che «l’iconica piramide riapre il 12 aprile e si chiamerà come tutti la chiamano: Cocco. La gestione, curata da Enrico Galli e Antonella Bonicalzi, si sta occupando di ristrutturare il Cocco e restituirà al pubblico il simbolo riconosciuto in tutto il mondo della nightlife, punto di riferimento della scena».
La pulizia della piramide
Per consentire i lavori necessari alla riapertura del locale da domani, e per le giornate del 27, 28 e 29 febbraio e 2 marzo, dalle 8 a fine lavori, sarà disposta la chiusura di via Caprera, nel tratto di viale Abruzzi e viale Sardegna. Sarà permesso il passaggio ai residenti in via Chieti, via Todi e viale Elba. La chiusura di via Caprera servirà al posizionamento di un autocarro utilizzato per la pulitura e la sistemazione della “piramide” della discoteca.
Le vecchie aste
I marchi in vendita fanno parte del fallimento Gruppo Cocoricò. Erano già andati all’asta al tribunale di Perugia, una prima volta nel dicembre 2018 con una valutazione del prezzo base di 847mila euro. Il primo tentativo andò deserto, una seconda asta era stata programma nel gennaio 2019 con il prezzo dimezzato, quindi a un importo base di 423.500 euro, a stopparla è stato però l’avvio della procedura fallimentare.

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