RICCIONE. Venduto tutto anche l’ultimo “blocco” di parcheggi sotterranei del lungomare della Libertà. All’asta fallimentare sono stati battuti 22 parcheggi che rientravano nei beni della ditta costruttrice, con prezzi per lo più tra i 9mila e gli 11mila euro fino a un massimo di 17mila e 500 euro. Nel 2011 i prezzi richiesti sul mercato erano di circa 40mila.

Sotto il secondo tratto di nuovo lungomare ci sono circa 360 parcheggi. «Sui 100 parcheggi di proprietà della ditta che ora è fallita il Comune anni fa poteva esercitare l’opzione di acquisto a prezzi vantaggiosi – spiega la sindaca Renata Tosi -, quando ero all’opposizione ho presentato anche un emendamento in bilancio per trovare le risorse, ma l’allora amministrazione decise di non esercitare il diritto. Era un’occasione per quei parcheggi, particolarmente appetibili per la zona in cui si trovano, proprio di fronte a villa Mussolini, di essere messi a servizio della collettività e dei tanti operatori della zona».

Piazzale San Martino

L’asta dei posti auto che si trovano sotto il tratto che va da piazzale Roma al porto si è tenuta martedì. «Ora quei posti auto sono stati collocati sul mercato e questo va bene, il lato negativo – prosegue la sindaca – è che hanno subito un notevole deprezzamento e questo sicuramente va a discapito del valore del lavoro dei tanti artigiani che hanno contribuito per la realizzazione dell’opera». Con l’articolo 5 della convenzione stipulate nel novembre 2006, il Comune aveva ceduto e trasferito in favore del concessionario la realizzazione e gestione in project financing del parcheggio interrato, e la proprietà superficiaria per la durata di 90 anni a decorrere dal 29 maggio 2008, giorno dell’approvazione del collaudo provvisorio. L’opera occupa una superficie catastale di 9.336 metri quadrati fra area coperta dal fabbricato e pertinenziale area scoperta circostante.

Un altro parcheggio si trova in particolare difficoltà. «La società di gestione del parcheggio sotterraneo di piazzale San Martino la incontreremo nei prossimi giorni, ha chiesto di poter sanare la propria situazione debitoria nei confronti del Comune».

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