Riccione, la prof cacciata per il Green Pass scaduto: “Che amarezza, mi confondono pure con una no-vax”

Le era scaduto il Green pass nel bel mezzo di una lezione ed invitata ad uscire aveva dovuto lasciar sola l’allieva epilettica. Questo lo scenario di venerdì scorso in una scuola superiore della Perla verde. Ed il peggio è che all’insegnante di sostegno non sarebbe stata accordata solidarietà, «perché – spiega – c’è chi insiste nel confondermi con una no–vax, mentre la mia situazione è ben diversa». Da un lato a spingerla a non vaccinarsi ci sono le malattie autoimmuni di cui soffre, «dall’altro titoli anticorpali ancora alti dopo aver contratto il Covid». Fermo restando che, al netto degli studi scientifici in proposito, lei fa il tampone «ogni 2 giorni, come contemplato dalla normativa». Perciò i principali sindacati della scuola scendono in campo per dire la loro. «In piena Dad, visto il Decreto, gli insegnanti di Sostegno dovevano andare nelle scuole semivuote e ora li cacciamo? – esordisce Antonio Pagnotta, segretario della Uil – C’è qualcosa che non quadra». Ed aggiunge: «Mandare a casa un docente a cavallo della scadenza del pass è una presa di posizione forte, soprattutto parlando di Sostegno». Tanto più perché «spesso l’allievo disabile resta con il bidello, in assenza del docente di riferimento. E spesso l’insegnante di Sostegno viene spostato (per esempio a far sostituzioni altrove ndr), anche se le norme lo vietano. Ma in questo caso più delle regole bisognava valutare la priorità, garantendo la copertura dell’alunna. Così facendo invece non si è tutelato nessuno». E conclude: «Il pass documenta solo l’avvenuta vaccinazione, cosa cambia in 2 ore? Tanto più che un trafiletto di norma dice che chi entra con la spunta verde non va mandato via neanche se scade il lasciapassare». Ad unirsi alla riflessione è Simonetta Ascarelli della Cgil: «Avevamo già evidenziato al Ministero tutti i limiti dell’introduzione del Green pass, non per una pregiudiziale a monte, né per sterile ostracismo, ma perché erano scontate le conseguenze. Questo strumento è stato introdotto per finalità della vita sociale, al fuori degli adempimenti di quella lavorativa, specie nella scuola che è realtà complessa con rigidità precostituite e responsabilità sulla vigilanza». E precisa: «Avevamo chiesto poi delucidazioni sui tamponi che pongono vincoli esterni alla volontà personale, come l’orario di apertura delle farmacie o i ritardi delle piattaforme informatiche che non caricano in tempo utile i risultati. Serviva davvero flessibilità più compatibile al quadro». Anche perché i costi della «sicurezza non possono scaricarsi sul lavoratore – dice, ricordando – il grande senso di responsabilità dimostrato dal corpo docente». Certo è, termina, che «costruire la medicina scolastica avrebbe dato risposta a tante situazioni». In linea il segretario dello Snals Domenico Cucchetti che nota: «È partita la caccia alle streghe, ma esiste una legge sull’autocertificazione che, valida per tutto il lockdown, non è stata cancellata, perciò chi la viola è passibile di sanzioni penali». Lo Snals ha fatto una richiesta specifica, segnala, perché un «professore controllato all’ingresso non possa esser allontanato a maggior ragione se è di Sostegno. Mai accantonare il buon senso», conclude. A chiusura del cerchio il commento del Segretario della Cisl Francesco Mastromatteo: «Il garante della scuola, il dirigente, non può far altro che applicare la normativa, garantendo la sicurezza per tutti. Detto questo siamo tutti disposti a sederci a un tavolo, per migliorare il sistema».

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