Riccione, “quelle mamme fisse sul cellulare mentre i bambini rischiano di farsi male al parco”

«La palestra al parco della Resistenza? È stata colonizzata dai bambini, col rischio di farsi male». A segnalare la criticità che «va avanti da tutta l’estate, ma si è aggravata nelle ultime settimane» è un trentenne riccionese (che ha preferito mantenere l’anonimato), a cui risulta impossibile utilizzare l’attrezzatura sportiva, installata nell’area verde dall’amministrazione della Perla all’inizio dello scorso giugno. «La difficoltà peggiora proprio nelle fasce orarie più consone ad un adulto, – non la manda a dire il giovane – vale a dire dopo il lavoro, dalle 17 fino a quando non fa buio». Non che mancassero scogli fin dall’inizio, rimarca, «quando si registravano problemi, due ma anche tre volte a settimana per chi, come me, si recava tutti i giorni al parco».

«Genitori poco attenti»

Oltre al danno la beffa, segnala, visto che la zona riservata ai bambini è separata dall’impianto sportivo da una stradina «per cui a far sconfinare i piccoli non è certo la mancanza di attrattive dedicate. Il parco dispone di vari punti ricreativi per loro, ma questo non lo è». Niente da ridire invece «sugli adolescenti che si allenano, né su chi, sebbene più piccolo è già avvezzo alla pratica sportiva e viene seguito dallo sguardo vigile dei genitori». A creare pericolo sono piuttosto «i bimbi incustoditi che si siedono sulle sbarre senza far esercizio o usano la struttura fissa di Technogym per l’allenamento outdoor in modo improprio col rischio di cadere da un’altezza superiore ai due metri». E rimarca: «Se qualcuno precipita nello stesso momento in cui scendo dalla sbarra il rischio è di farsi male in due, perché mio malgrado gli precipiterei addosso». Perciò invita madri e padri «che latitano o chiacchierano da tutt’altra parte del parco ad evitare che i figli arrivino qui di nascosto». Con l’occasione si toglie qualche sassolino dalle scarpe, ricordando l’episodio di due sorelline «che si appendevano ovunque, incuranti delle sue garbate richieste di lasciare lo spazio anche agli altri, mentre – sottolinea – la madre continuava a guadare il telefonino, senza intervenire. È diventato un salotto – afferma – col rischio di impedire che sia impiegata per il suo scopo o danneggiare una struttura costosa. Costosa – nota – come metà appartamento. Qualcuno mi ha invitato ad andarmene in palestra, ma – allarga le braccia – a me piace allenarmi all’aria aperta e oltretutto c’è chi non può permettersi l’iscrizione. Questa è una soluzione a disposizione di giovani, adulti e anziani e tale deve rimanere, per allenarsi senza doversi preoccupare di aver minorenni tra i piedi a cui rischiare di fare del male », conclude.

Commenti

  1. Lasciamo perdere i genitori che se dici qualcosa dimostrano ai loro figli cos’è l’aggressività e la civiltà!!!!
    Se il comune mettesse cartelli specificando l’uso delle attrezzature? Magari anche l’età minima per poterle usare.

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