Riccione, la lucciola dal conto milionario a processo per evasione fiscale

Questa volta, l’avviso di conclusioni indagini è stato recapitato con successo, e non ci saranno eccezioni che potranno far saltare il processo dove un’avvenente escort sbarcata nella Perla verde dall’Ungheria, secondo l’accusa, ha evaso il Fisco non dichiarando tra il 2010 e il 2014 redditi per quasi cinque milioni di euro. Difficilmente, però, la 41enne il prossimo 15 marzo, la si vedrà seduta sul banco degli imputati al Tribunale di Rimini. Ci sarà però il suo legale, l’avvocato Stefano Caroli, che cercherà di convincere la giudice Ersilia Agnello di come sia impossibile contestare l’evasione fiscale per una “professione” non riconosciuta dallo Stato italiano per cui non è possibile ottenere la partita Iva.

Era stata lei stessa, inavvertitamente, ad attirare su di sé l’interesse dell’Agenzia delle entrate. Nel corso di un processo a suo carico per la presunta rapina di cento euro a un cliente si era infatti difesa presentando copia dell’estratto conto a sei zeri. «Figurarsi se avevo bisogno dei suoi soldi». Quel foglio venne subito girato alla Guardia di finanza. Solo nel 2010, aveva incassato qualcosa come due milioni e 800.000 euro.

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