Riccione, la Fondazione cetacea indaga sul caso delle tartarughe morte

La Fondazione cetacea a fa sapere che le scorse settimane hanno visto un intensificarsi delle attività di recupero lungo le coste emiliano romagnole e marchigiane. Sono 15 le tartarughe fortemente debilitate recuperate nelle ultime due settimane fra Ancona e Cesenatico a seguito delle frequenti mareggiate, tutti esemplari di piccole dimensioni (sui 20-24 centimetri) con un peso fra gli 800 grammi e il chilo. Queste giovani Caretta caretta condividono, oltre la stessa sintomatologia: magre, affette da decalcificazione, anemia, carenze vitaminiche, disfunzionalità renale e infestate da epibionti. In questa occasione circa il 75 per cento delle tartarughine recuperate è morta nelle prime 24 ore dal recupero. Per indagare questo fenomeno, che ricorda eventi occasionali già affrontati nella storia della Fondazione degli ultimi 15 anni, le tartarughe morte sono state recapitate all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Ferrara e all’Università di Camerino dove sono in corso necroscopie e esami approfonditi per definire le cause della loro sindrome da debilitazione cronica.

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