A Riccione inaugura l’Emporio solidale nella sede ex Tucker

A Riccione inaugura l'Emporio solidale nella sede ex Tucker
Il taglio del nastro

RICCIONE. Taglio del nastro nell’ex sede della Tucker per l’Emporio Solidale. Oltre a don Alessio Alasia che ha benedetto la struttura, erano presenti tra gli altri il sindaco Renata Tosi, il vice sindaco Laura Galli, il presidente della Consulta della solidarietà Luigi Casadei e l’amministratore giudiziario Ettore Trippitelli. Anche il vescovo monsignor Francesco Lambiasi ha voluto partecipare con un messaggio.

La sede delll’Emporio solidale di Riccione

L’Emporio solidale offre la possibilità a cittadini, in condizioni di fragilità e vulnerabilità sociale, di fare la spesa grazie ad una tessera punti, caricata in base al numero e caratteristiche dei componenti del nucleo familiare. Si accede mediante la segnalazione da parte dei Servizi Sociali del Comune di Riccione, che provvedono preliminarmente ad una analisi delle condizioni socio-familiari ed economiche in modo da filtrare l’accesso a favore delle persone che si trovano in condizione di effettivo bisogno.

Requisiti d’accesso: residenza nel comune di Riccione e un valore Isee entro limiti che verranno appositamente determinati. Il servizio è finalizzato al contrasto della povertà alimentare e all’inclusione sociale, in quanto alla distribuzione dei viveri viene affiancato un lavoro congiunto dei volontari delle associazioni ed operatori dei servizi sociali finalizzato a rimuovere gli ostacoli per un effettivo superamento della condizione di bisogno, in una logica di lavoro di rete e coordinamento con il sistema dei servizi di assistenza locali.

L’Emporio funziona grazie all’attività della Consulta della Solidarietà costituita da 15 associazioni, l’approvvigionamento degli alimenti avviene tramite iscrizione al banco alimentare e donazioni di supermercati locali per prodotti alimentari, igiene personale e cancelleria. Attraverso un sistema informatico l’Emporio è collegato in rete con le associazioni e la Caritas Diocesana, riceve anche alimenti o beni di prima necessità provenienti da singoli cittadini. Al suo interno è attivo uno sportello di orientamento, ascolto, informazione e uno spazio per l’accoglienza dei bambini.

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