Riccione, in carrozzina a 81 anni: "Portatemi al mare, vi pago ombrellone e lettini"

Riccione

«Portatemi al mare, vi offro ombrellone e sdrai». Questo l’appello lanciato da Luigi Gino Vallorani, 81enne ex funzionario della Confersercenti e assessore di Coriano costretto da due anni su una carrozzina. «La compagna con cui vivo da 50 anni mi ha sempre aiutato - racconta - ma purtroppo da tempo non è più autosufficiente e, assistita da una badante, non se la sente più di recarsi al mare con la frequenza tempo». Da qui la richiesta di aiuto: «Chiedo a una persona o ad una coppia la disponibilità di accompagnarmi in spiaggia. Si tratta di portarmi, quando arrivo nel parcheggio, la carrozzina che lascio in deposito ai bagnini dello stabilimento 147 “Le dune” di Riccione che frequento da 8 anni e poi al momento di rientrare a casa di spingere la carrozzina fino al parcheggio per poi ricollocarla nel deposito. Un tragitto che conta al massimo 50 metri». A questo e poco altro si limiteranno le sue richieste, afferma, in cambio si dice pronto non solo a pagare la permanenza al sole a chi lo aiuterà ma anche a offrirgli passaggi andata e ritorno sulla sua auto, qualora abitasse come lui a Ospedaletto di Coriano. «Sono già d’accordo con il bagnino per noleggiare tre sdraio dal lunedì al venerdì. Una volta in spiaggia chi mi supporta deve sentirsi libero di muoversi, fare il bagno o altro, senza nessun obbligo di stare tutto il tempo in mia compagnia, ma anzi andando in spiaggia anche in mia assenza».

La storia

Ripercorrendo la sua vicenda, Vallorani chiarisce che fino a due fa riusciva ancora a camminare con i bastoni, salendo per le scale o anche sulle piante, «se c’era da cogliere la frutta». Poi lo spartiacque segnato da tre interventi ai polsi che l’hanno inchiodato per un anno e mezzo sulla carrozzina, decretando la perdita di tono muscolare, nonostante l’ora di ginnastica che svolge ogni giorno con impegno. A chiusura punta il dito su un’altra nota dolente per i disabili: «Sto conducendo una battaglia, perché si prolunghi con un doppio strato di moquette, arrotolabile in caso di maltempo, quella passerella che giunge a 30 metri dalla battigia e che impedisce alle carrozzine di proseguire oltre. Un’idea già messa in campo con successo sull’arenile davanti all’ospedale privato “Sol et salus” di Torre Pedrera».

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