Riccione. Il Pd: “Serve una grande coalizione”. Angelini si sfila

Sotto l’albero di Natale i riccionesi hanno trovato anche un sondaggio elettorale, commissionato dal Partito Democratico, in vista delle elezioni amministrative. Il Pd si mette al servizio per aprire subito un tavolo di lavoro che produca entro gennaio il programma per la Riccione del futuro insieme alle varie anime della comunità, non tralasciando la difficoltà della sfida. Secondo il segretario provinciale dem Filippo Sacchetti il sondaggio è stato un modo per percepire il sentimento dei riccionesi: «L’idea è quella di rilanciare la città e riportarla ai vecchi fasti».

Il sondaggio e i nomi

Centrodestra al 45%, centrosinistra al 38%, e Movimento 5 Stelle all’11%: queste le percentuali emerse dal sondaggio commissionato dal Pd. L’indagine telefonica ha riguardato un campione di 600 persone proponendo una serie di domande, con tanto di possibili candidati sindaco testati su conoscenza e fiducia. Per quanto riguarda il centrodestra è l’attuale assessore al Turismo Stefano Caldari in cima nella graduatoria della conoscenza con il 43%. Seguono il capogruppo di Noi riccionesi Fabrizio Pullè, la vice sindaca Laura Galli e l’assessore alla Sicurezza e parlamentare della Lega Elena Raffaelli al 32%. Per il centrosinistra la più conosciuta è Daniela Angelini con il 34%, seguita dall’ex direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini con il 30%, dall’ex assessore al Bilancio Ilia Varo con il 26% e dal giornalista Enea Abati con il 23%.

Coalizione aperta al civismo

Per quanto riguarda la coalizione «si fa su un progetto e un programma. Al momento non abbiamo ancora aperto un tavolo» afferma Sacchetti, e ribadisce in una nota congiunta con il segretario del Pd Riccione Alberto Arcangeli: «Sarà una sfida difficile, impegnativa, che comporterà un grande lavoro di squadra, ma che tutti insieme possiamo vincere».

«Da questo non si può prescindere, per tornare a governare Riccione, l’unità all’interno del Pd e la capacità di mettere in campo una grande coalizione che abbracci l’intero centro sinistra e sia aperta al civismo, sono elementi vitali e imprescindibili. Il fatto che dopo anni di governo l’attuale sindaco non ha il consenso di oltre la metà dei riccionesi la dice lunga sul suo gradimento».

Un’apertura come unica alternativa credibile, ad ampio spettro, con la prospettiva di un tavolo di lavoro che unisca centro sinistra, civismo, imprenditoria, partiti e movimenti: «Dal Pd a Coraggiosa, dal Movimento 5 Stelle a Riccione Civica, con lo sguardo volto con grande interesse anche a realtà presenti da poco sul panorama cittadino, come quella di Riccione 2030 e di tutti coloro che hanno l’ambizione di proiettare Riccione in un futuro nuovamente luminoso».

Un candidato unitario

Una campagna elettorale che si baserà sulle idee e sui progetti e che – secondo Sacchetti e Arcangeli – dovrà rappresentare tutti «senza esclusioni o veti». In passato a Riccione «l’esito è stato determinato dalle lotte interne e questo è un errore che non vogliamo ripetere: non dovrà essere più così. Le recenti tornate amministrative che ci hanno visto trionfare in gran parte della provincia hanno infatti ribadito come solo coesi e aperti ad ampie coalizioni si vince. Abbiamo davanti a noi una grande responsabilità: quella di tornare a governare Riccione. Dobbiamo viverla con spirito propositivo e con lo sguardo aperto».

Sorpresa dal risultato, ma ancor di più dal sondaggio, Daniela Angelini presidente della Cna di Riccione: per il centrosinistra la più conosciuta, e quotata, è proprio lei, con il 34%. «L’ho appreso dalla stampa – fa sapere –. Mi fa piacere non lo nego, ma al momento non sono interessata».

Declina l’invito Angelini che dichiara di non essere disponibile. «Non è nelle mie corde – dice – l’ho detto da tempo, su questa partita non ritengo opportuno esprimermi in alcun modo, nonostante prenda buono il risultato. Ripeto che non ero a conoscenza del sondaggio, ma ci tengo a ribadire che credo non sia frutto di una mia appartenenza politica e partitica, che non ho mai avuto, ma esclusivamente per il mio ruolo lavativo. Ripeto, non ho mai fatto parte di correnti politiche».

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