Riccione, il funerale degli angeli del Centro 21. Il vescovo commosso: “Grazie, fratellini e sorelline” VIDEO GALLERY

A Riccione è il giorno dell’ultimo saluto a Maria Aluigi, Romina Bannini, Alfredo Barbieri, Francesca Conti, Rossella De Luca, Massimo Pironi e Valentina Ubaldi, “i sette angeli del Centro 21”, come ormai vengono chiamati. Dopo il tragico incidente di venerdì scorso in A4 all’altezza di San Donà di Piave, tutta una comunità si stringe attorno al dolore dei familiari. La gente sta entrando allo stadio in mezzo a un clima di estrema compostezza, segnato dalla commozione e dal ricordo di ragazzi a cui Riccione era legatissima. Fiori e palloncini bianchi e rossi fanno bella mostra sul grande palco rosso che ospita le sette bare. I palloncini rossi al termine della messa sono stati lanciati in cielo.

Presenti almeno 5mila persone

I ragazzi del Centro 21 hanno sfilato prima della messa con una maglia bianca con scritto “la bellezza di essere unici”. Ognuno di loro ha lasciato una gerbera vicino alle bare. La cerimonia è officiata dal vescovo Francesco Lambiasi, affiancato da 18 sacerdoti. Alla cerimonia sono presenti almeno cinquemila persone.

L’omelia del vescovo: “Grazie, fratellini e sorelline”

“Ci facciamo tante domande come i discepoli di Emmaus – ha detto un commosso vescovo Francesco Lambiasi nella sua omelia – il Crocefisso risorto ci cammina al fianco ma i nostri occhi sono impediti a riconoscerlo. Gesù mai ci è così vicino come quando siamo nella prova. Gesù è risorto e vivo ed è stato con noi e i nostri amici anche il 7 ottobre scorso, per farne un ponte di comunione con il Padre dei cieli e per tutti noi. Non possiamo rinunciare alla speranza di riabbracciare questi nostri fratellini e sorelline, come li avrebbe chiamati don Oreste. Grazie fratellini e sorelline. Grazie Massimo per il tuo impegno politico, spendendoti senza se e senza ma, grazie generosa Romina, per il tuo splendido impegno e per la generosità nel donare i tuoi organi a fratelli e sorellle. Grazie Alferdo e Rosella che volevate sposarvi, grazie Alfi per l’amore dei tuoi genitori. Grazie Maria, dolce, sensibile e determinata, amante di danza e teatro, sul palco ti trasformavi. Grazie Francesca, la più giovane della comitiva: eri allegra e chiacchierona, piena di energia, sorridente, con un cuore grande grande. Grazie Valentina, ti sentivi una sorella maggiore ed eri un punto di riferimento: il tuo mondo era il Centro 21. E vorrei aggiungere un grazie a tutti voi, babbi e mamme di questi splendidi ragazzi: fare nascere questi ragazzi è stato un miracolo che il Creatore non può realizzare senza di voi. Grazie per l’amore che avete dato a questi ragazzi, condividendolo con altri familiari e amici, una rete infrangibile che non si spezzerà mai più. Da ultimo, grazie a tutti voi del Centro 21: noi ammiriamo grati e incantati la vostra generosità, il vostro invincibile coraggio la vostra inossidabie passione per quella che il Papa chiama la rivoluzione della tenerezza”.

Il tema di “Mission” e un lungo applauso

Al termine della Comunione, prima delle parole di commiato dei celebranti, è stato riproposto il magnifico tema del film “Mission”, con la musica di Ennio Morricone e la platea dei presenti si è unita in un lungo applauso.

L’omelia del vescovo Lambiasi

Le letture

Le salme sono giunte dal Playhall di Riccione, che ha ospitato la camera ardente. Tra le letture, la lettera di San Paolo Apostolo ai romani: “Noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Nè morte, né vita potrà mai separarci dall’amore di Dio”. Nel salmo responsoriale, i versi del buon pastore.

Il Vangelo di Luca: “L’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”

Il Vangelo di Luca è la scrittura di oggi: “Nello stesso giorno, quello dopo il sabato, due dei discepoli erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici stadi da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute.

Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”.

Il saluto del centro 21

Al termine della messa, tra i vari interventi, ha commosso la platea un discorso struggente di saluto ai sette amici scomparsi da parte di una rappresentante del Centro 21, affiancata da tutti i colleghi. E al termine del discorso, tutti si sono alzati in piedi in un lungo applauso. Questo il testo del discorso.

L’altro giorno Cristina ci ha chiesto se avessimo un pensiero da riferire al ragazzi. a Massimo e Romina. dopo una lunghissima riflessione di 35 secondi cominciamo da te Alfi…

Alfi lassù con la tua fuoriserie un bar per il merendino l’hai trovato, come domanda? Altrimenti ci sarà sempre un pugno di pasta in più nei nostri somap… Qua oggi sono tutti belli eleganti e profumati come sarebbe piaciuto a te con bacine e bacine. Sarai sempre con noi alla grandissima.

E tu Rossi… Butta un occhio al tuo Alfredone e ricordati che il costo dei lecca è sempre 1 euro. Non te la prendere se ci vedi un pò secchi ma sono giorni un pò difficili. Continua a mettere i tuoi bellissimi smalti perché sì carine le veline ma te lo sei molto di più.

Cara Mary hai già acceso il minipimer? Che tinta hai scelto per i tuoi capelli? Funziona il computer? Lassù sanno ballare o sono dei tronchi di legno come noi? Ricordati che l’unica ballerina professionista sei tu, per noi rimarrai sempre pazzeska.

Franci… Promesso che per oggi niente Ruggi, domani vediamo. Hai già sparso le tue cose in giro e invornito tutti con i tuoi gossip? Si sente la tua risata fino qui. Ti promettiamo che andremo a correre se vuoi venire la strada la conosci già. Contagi tutti con la tua energia e lasciane un po’ anche per noi.

E tu Vale tranquilla senza fretta venerdì sera post lavoro ci si vede da Gigi del Pepper. Parleremo della vita e di quanto sia faticosa perché essere stanchi e uno stile di vita. Tieni in riga le ragazze, sappiamo che possiamo come sempre contare su di te… PS: Ricordati di spegnere il gas!!

Max non sappiamo da dove cominciare. partiamo dalle cose più sobrie. Ti hanno accettato lassù con quei calzetti? E comunque anche quella tuta acetata… Hai scelto la parrucca bionda o mora? E’ pronta la spianata? Ricordati i ragazzi ti ameranno anche se ogni tanto ti dimentichi di andarli a prendere noi invece continueremo a dare a Ettore le stesse tue regole ferree, ovvero nessuna! Pirosky non potremo mai ringraziarti abbastanza per tutto quello che ci hai dato. per tutto quello che ci hai insegnato e per i tuoi gin tonic che ci hai preparato.

Romi… Sappiamo benissimo che non ti stai riposando: il tuo telefono squilla mentre mandi una mail facendo pilates pensando a nuovi progetti mentre risolvi i nostri problemi. Romina anche meno!!! Non sappiamo se tutto quello che abbiamo appena detto e’ stato capito dai presenti. magari fai te a loro due schemini… Siamo sicuri però che tu saresti fiera di queste parole perché questo siamo noi, e questa è la nostra grande forza e non avremo mai voluto che fosse una tragedia a farlo capire al mondo. Siamo una piccola famiglia che fa grandi cose. E ora abbiamo sette motivi in più per farle con ancora più forza. Vi amiamo. Punto“.

Allo stadio

Allo stadio Nicoletti sono stati allestiti 5.200 posti a sedere, almeno una cinquantina i sacerdoti presenti, sessanta elementi del coro, oltre quaranta addetti al servizio di accoglienza, decine e decine di agenti della polizia di Stato e locale, carabinieri e volontari della Protezione civile schierati lungo le strade per la gestione della viabilità e dei parcheggi.

Gli ingressi dello stadio sono stati aperti dalle 13.30, un’ora prima della funzione, per consentire l’afflusso del pubblico. La cerimonia è unica come richiesto dalle famiglie delle vittime. Verranno presieduti dal vescovo di Rimini Francesco Lambiasi tutti i parroci di Riccione che concelebreranno la Messa. È prevista la partecipazione alla funzione di numerosi cori della città.

La neo-senatrice Spinelli

La vice sindaca di Coriano e neo-senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli ha scritto una nota di vicinanza e amicizia: “Sono vicina ai familiari di una tragedia che ci ha colpiti tutti dritto al cuore. Il dolore ci travolge non basta esprimere il nostro cordoglio per lenire le conseguenze di quello che è successo.

Da sindaco ho conosciuto bene e da vicino Massimo Pironi, ho apprezzato il suo impegno nel sociale che è stato l’inizio del nostro rapporto e che, proprio nel messaggio che mi ha spedito all’indomani della mia elezione a Senatrice della Repubblica, aveva ribadito in quella che è stata la sua missione di vita: aiutare i deboli. Insieme abbiamo fatto tanto, ho apprezzato sempre la sua vicinanza anche se da una parte politica di colore diverso dal mio, ma sono stata onorata di aver potuto collaborare con lui fin dal 2013 quando insieme abbiamo reso esecutivo un protocollo sui temi del sociale a lui e a noi tanto cari. Ricordo quella fase come una base importante creata insieme, da due comuni vicini, per un tema così delicato come quello che lui si accingeva fin da allora ad affrontare con la caparbietà e con la competenza che gli sono state sempre riconosciute.

Coriano gli ha fatto spesso e volentieri da sponda. Ha ospitato i suoi ragazzi, li ha visti recitare in uno spettacolo teatrale che il Centro21 aveva realizzato trasmettendoci messaggi toccanti ed emozionanti, abbiamo apprezzato l’attività per il Natale nel negozio di viale Dante a Riccione. Queste persone erano davvero straordinarie, lo ribadisco cercando di aggirare la banalità delle parole, solo chi li ha conosciuti da vicino può apprezzarli e oggi piangerli. Romina e Valentina erano nostre concittadine, Rossella aveva lavorato in un negozio a Coriano ma tutti gli altri erano nostri vicini di casa, eccellenti esempi di una vitalità che il destino ha voluto distruggere. Il mio personale dolore cozza contro l’esortazione all’intera comunità affranta perché sappia trovare la forza di reagire prendendo ad esempio la forza che questi ragazzi avevano dentro per vincere le difficoltà e la diversità. Esempi lungimiranti che devono valere per tutti, che Massimo Pironi ci ha insegnato, che Romina, Valentina, Francesca, Rossella, Maria ed Alfredo ci hanno trasmesso con il loro esempio, con i loro sorrisi, con la loro volontà. Io credo che dai ragazzi del Centro21 ieri, oggi ma anche domani, arriverà sempre lo stesso messaggio: la vita va affrontata con entusiasmo, con passione, con la voglia di crederci. La morte può aver fermato i loro cuori, ma non può toglierci l’insegnamento che ci hanno trasmesso. Né oggi né mai”.

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