Riccione, il Comune vuole lo sconto sull’illuminazione pubblica: “Hera riveda i prezzi del contratto”

E’ proprio il caso di dire che il Comune di Riccione vuole… fare luce sui costi. In particolare sui costi di gestione della pubblica illuminazione. Si tratta di costi, si legge in una nota del Comune, “in capo ad Hera Luce spa, e risultano eccessivamente onerosi rispetto a quanto stabilito dallo Stato a favore delle pubbliche amministrazioni. Da qui la necessità di attenersi alla Consip, la centrale unica degli acquisti per la pubblica amministrazione, di proprietà e controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e alla convenzione della Regione per la fornitura del “Servizio Luce e dei Servizi connessi ed Opzionali per le Pubbliche Amministrazioni, lotto 5 per l’Emilia Romagna”.

 “La Giunta Comunale – continua la nota – in sintonia con la legislazione nazionale e regionale, ha deliberato un atto d’indirizzo chiaro in cui, preso atto che nel 2021 la spesa relativa al contratto di servizi con Hera per la fornitura energetica, la gestione e la manutenzione ordinaria degli impianti di pubblica illuminazione ammonta a 1.628.000 euro, oltre all’IVA e con manutenzione straordinaria fuori bolletta, si chiede alla multiutiluty di rivedere i prezzi del contratto in vigore con il Comune di Riccione, pena la recessione dallo stesso. E’ questo, in sostanza, l’esito della relazione tecnica effettuata dalla Società di Ingegneria Energy Project System srl , su incarico di Geat dello scorso gennaio, come richiesto dall’Amministrazione Comunale. Nello specifico dalla relazione emerge la necessità di procedere ai sensi dell’art.1 della Legge 7 agosto 2012, n.135, in relazione al quale “ le amministrazioni pubbliche che abbiano validamente stipulato un autonomo contratto di fornitura o di servizi hanno diritto di recedere in qualsiasi tempo dal contratto, nel caso in cui, i parametri delle convenzioni stipulate da Consip spa, ai sensi dell’art.26 della Legge 23 dicembre 1999 n.488 siano migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e l’appaltatore non acconsenta ad una modifica delle condizioni economiche tale da rispettare il limite di cui all’art. 26 della legge sopra menzionata”. 

Così l’assessore al bilancio e partecipate Luigi Santi: “ Chiediamo ad Hera di conformarsi alle norme di legge visto che Consip ha stabilito delle tariffe molto più basse per la pubblica illuminazion ed è quindi giusto che, a loro tutela, i cittadini non paghino più del dovuto e senza rincari. Un’azione questa molto importante a rispetto di un giusto e inderogabile principio di equità fiscale al quale questa amministrazione si è sempre attenuta a favore dei cittadini e non di monopoli che applicano tariffe non vantaggiose per la Comunità. Gli esiti della relazione tecnica appositamente redatta per analizzare il servizio di illuminazione pubblica del Comune hanno infatti evidenziato un significativo risparmio economico, da qui la nostra richiesta di buon senso avanzata ad Hera in vista della prossima scadenza contrattuale”.

“ Abbiamo circa 14.000 punti luce a Riccione, tra lampioni e semafori – dichiara l’assessore ai lavori pubblici e ambiente Lea Ermeti – che stiamo progressivamente sostituendo secondo precisi criteri di risparmio energetico e ammodernamento. Contenere la spesa e allo stesso tempo intervenire come stiamo facendo nei quartieri con la sostituzione o riqualificazione di nuove lampade di pubblica illuminazione, è l’obiettivo che stiamo perseguendo per una Riccione sempre più bella e al passo con i tempi anche sotto l’aspetto di una città ecologica e sostenibile”.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui