Riccione, il 7 luglio il caso ex San Giuseppe al Consiglio di Stato: “Una ferita per la città”

Il 7 luglio il Consiglio di Stato esminerà lo spinoso caso della ex colonia San Giuseppe. lo annuncia il Comune in una nota. “Abbiamo ricevuto un’ottima notizia dall’ufficio legale del Comune di Riccione circa la fissazione dell’udienza davanti al Consiglio di Stato per la definizione ultima della causa sull’ex colonia San Giuseppe – spiega il sindaco di Riccione, Renata Tosi -. Si porrà quindi finalmente la parola fine ad una questione che la mia amministrazione ha sempre considerato una ferita aperta per la città di Riccione. Un’ingiustizia urbanistica, oltre che ad un illecito e un abuso, che avevano creato privilegio per alcuni a discapito di tutta la comunità. Con la fissazione al 7 luglio prossimo dell’udienza davanti alla massimo tribunale amministrativo, dopodiché non vi saranno altri gradi di giudizio, si arriva ad una definizione. Credo che il Comune di Riccione abbia fatto la sua parte fino in fondo per ristabilire la correttezza e la giustizia in una vicenda brutta dal punto di vista legale e dal punto di vista politico. L’ex colonia San Giuseppe, doveva essere una casa protetta e invece è diventato un condominio fronte mare. Un danno per la città, un’ingiustizia e un abuso della politica di quei tempi. Noi invece con lavoro e determinazione abbiamo affrontato la situazione e dopo la decisione del Consiglio di Stato si potrà finalmente ristabilire la correttezza”. 

Come è noto l’annosa questione dei 45 appartamenti dell’ex colonia San Giuseppe che sarebbe dovuta diventare una struttura per anziani, è dunque arrivata ad una nuova svolta dopo che il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna aveva respinto sia l’istanza di sospensione che i ricorsi proposti dalla ditta proprietaria, la Michelangelo Società Cooperativa, per l’annullamento del provvedimento dirigenziale di diniego di sanatoria e del provvedimento dirigenziale di accertamento dell’inottemperanza. Di fatto dopo la sentenza di primo grado del Tar gli appartamenti sono confluiti nel patrimonio comunale. Alcuni residenti hanno scelto di liberare gli immobili per non pagare un canone al Comune altri invece no. Come si ricorderà il Tar, nell’ottobre del 2018, aveva motivato il rigetto in quanto “palesemente infondato” nella parte in cui si sosteneva la sostanziale illegittimità delle sanatorie presentate per modificare la destinazione d’uso dell’immobile. Il Comune aveva infatti rilasciato una concessione edilizia per la realizzazione di immobili ad uso socio- assistenziale e non di civile abitazione. Nel corso degli anni il Comune di Riccione ha notificato l’ordinanza di demolizione con ripristino ad uso originario, la società non ha adempito nell’arco di tempo prefissato dei 90 giorni, quindi il Comune ha ri-notificato il provvedimento di acquisizione al patrimonio dell’Ente, atto che lo legittima alla richiesta di un pagamento di canone in attesa della sentenza di ultimo grado del Consiglio di Stato che arriverà a seguito dell’udienza fissata il prossimo 7 luglio. 

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