Riccione, gli albergatori: “Con la guerra richieste crollate del 90%”

Quale futuro per il settore alberghiero in vista di Pasqua e dell’estate? Il 2021 si è chiuso con un “sentimento” positivo, nonostante la lunga pausa dovuta all’emergenza sanitaria. A snocciolare dati e strategie sono proprio gli stessi albergatori in occasione della convention organizzata da Federalberghi.

È stata l’occasione per fare il punto sul settore dell’ospitalità: emerge un ritorno al passato che ha fatto registrare numeri nel complesso buoni, soprattutto nei mesi più caldi, nonostante il calo evidente rispetto agli anni precedenti (nel periodo gennaio-settembre gli arrivi sono in calo del 26% sul 2019, anno preso a riferimento, e in rialzo del 18,7% sul 2020: disastrosi i primi quattro mesi con crolli tra il 65% e il 92% sul 2019, in positivo del 6,1% solo luglio).

Exploit Italia

«Sostanzialmente abbiamo registrato una crescita – commenta Claudio Montanari, dell’Osservatorio turistico Luigino Montanari di Federalberghi Riccione – la riviera balneare ha funzionato bene, con la consapevolezza che il mercato italiano è stato il maggior riferimento e, probabilmente lo sarà anche nel 2022. Positivi gli arrivi e soprattutto le presenze, grazie alla clientela italiana che ha, in parte, colmato le lacune dei nostri clienti più vicini che purtroppo sono mancati. Non voglio essere positivo a tutti i costi, le condizioni sono difficili, ma abbiamo fatto davvero il possibile – continua Montanari – bisogna valutare le cose per ciò che sono e non per come le vorremmo».

Pasqua ed estate

L’andamento delle richieste, a causa della guerra tra Russia e Ucraina, è purtroppo calato del 90% improvvisamente. A fare i conti è Luca Cevoli, direttore dell’Associazione Albergatori Riccione. «E’ un momento difficilissimo – afferma Cevoli – fino al 24 febbraio avevamo diverse domande, ridottesi clamorosamente da 15 giorni a questa parte. La dichiaro una tempesta perfetta, sia dal punto di vista della domanda che della ricerca del personale. Per Pasqua e ponti, non tralasciando l’ estate, noi faremo il possibile – conclude il direttore – augurandoci che da qui a un mese e mezzo le cose possano rimettersi in sesto».

Vacanze e le destinazioni

Secondo Claudio Montanari la Pasqua e i ponti sono periodi scelti per vacanze legate allo sport «la bicicletta in primis, perché dopo la pandemia è molto percepita la voglia di fare sport e stare all’aperto». Per quanto riguarda la provenienza dei turisti, secondo Montanari «tra le destinazioni extraeuropee che hanno sofferto di più ci sono quelle del nord America, l’Irlanda e l’Inghilterra, tutte hanno subito un impatto importante a causa dei voli aerei, Scandinavia inclusa; numeri che non erano “clamorosi”, ma avevano il loro peso. L’ipotesi di riaprire i voli era una certezza, ora le cose si sono raffreddate, è sicuramente un momento di pausa per capire che cosa sta accadendo e come agire».

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