RICCIONE. Famija Arciunesa spegne quaranta candeline. L’associazione culturale tutta riccionese festeggerà questo traguardo venerdì a partire dalle 20.45 presso lo Spazio Tondelli, in via don Minzoni 1. L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Riccione, è aperto a tutta la città e durante la serata «non mancheranno numerose sorprese», promette Francesco Cesarini, dallo scorso autunno presidente di Famija Arciunesa. «La festa sarà l’occasione per ripercorrere insieme i quarant’anni della nostra rivista e della nostra associazione, ma anche per dare uno sguardo al futuro».

Dal fondatore ai giorni nostri

Famija Arciunesa nasce da un’idea di un gruppo di amici della Parrocchia San Martino di viale Diaz: Alver Colombari, primissimo “babbo” dell’associazione, Orfeo Mingucci, Renzo Manaresi, Riccardo Angelini, Giorgio Piccioni, Mario Faetani, Remo Rastelli, Bruno Cecchini. Dopo il padre fondatore Colombari ricoprono il ruolo di “babbo” della Famija Sirio Saponi, Cesare Antonioli, Giorgio Piccioni, Renzo Manaresi e Giuseppe Lo Magro, che ha passato il testimone a Cesarini dopo ben diciotto anni.

Cambio di look

I festeggiamenti di venerdì sera vedranno «la partecipazione di personaggi della storia di Riccione», ci saranno «incursioni teatrali e un’esibizione dei ragazzi del Centro 21» e verrà presentata «anche la nuova veste grafica della rivista di Famija Arciunesa», che ogni bimestre viene spedita gratuitamente nelle case delle famiglie riccionesi. «Non cambieremo solo il nostro look», sottolinea il presidente Cesarini, «con i numeri del nuovo decennio vogliamo arrivare a coprire una fetta della storia di Riccione che ancora non abbiamo raccontato: quella degli anni Ottanta e Novanta».

Edmo Vandi e le rubriche

Non solo novità; tra le pagine del giornale i lettori ritroveranno ovviamente le rubriche più amate e le firme dei pezzi da novanta: le “pagine di Edmo Vandi” – scrittore e «enciclopedia della storia riccionese itinerante» – continueranno infatti a raccontare in modo unico aneddoti e storie della Perla verde. Un altro obiettivo per il nuovo decennio della Famija è quello di «lavorare alla pubblicazione dello sterminato archivio – due milioni di scatti – dello storico fotografo Pico Zangheri e delle sua famiglia».

Soci e sponsor

I nuovi progetti troveranno spazio accanto alle iniziative che da anni Famija Arciunesa porta avanti per e con i riccionesi, come la pubblicazione di libri in dialetto e di saggi sulla storia di Riccione, l’organizzazione di cene a tema e delle feste di fine estate, la promozione di eventi culturali, di rassegne teatrali e di mostre. Grande spazio sarà dedicato, come sempre nella storia di Famija Arciunesa, alle iniziative benefiche a favore di tutta la comunità riccionese. «Grazie alle donazioni di soci, sponsor e partecipanti alle iniziative, testimonianza di una sensibilità non comune della nostra città e dei suoi cittadini, siamo riusciti a raccogliere e a devolvere in beneficenza quasi 500.000 euro», afferma Cesarini, «con i quali sono stati comprati macchinari medici per l’ospedale Ceccarini e materiali per Croce rossa italiana, l’Associazione italiana sclerosi multipla e l’Associazione italiana lotta alle leucemie».

Invito aperto a tutti

Al centro dei progetti e delle attività «c’è e ci sarà sempre Riccione ed è per questo che la nostra associazione riceve così tanto affetto» conclude Cesarini, «Famija Arciunesa è un patrimonio di tutti i riccionesi che si riconoscono nelle proprie radici; le nostre iniziative sono trasversali e speriamo possano coinvolgere sempre più persone». Per questo motivo venerdì sera «tutta Riccione è invitata a partecipare alla nostra festa di compleanno».

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