Riccione: ecco come risorgerà il Canasta

Il Canasta si rinnova e adegua gli spazi con una cucina a vista che si affaccia sulla passeggiata. Nello storico ristorante di viale Ceccarini i lavori sono già partiti per arrivare all’apertura con il restyling terminato a maggio. «Il virus ci ha fatto riflettere, il nostro è un ristorante molto grande, contiamo 200 posti a sedere nella sala interna – spiega il titolare Geo Ottaviani -, praticamente si riempie solo il sabato e la domenica. Il personale costa caro, gli altri giorni con qualche decina di posti occupati non vale la pena. Sarà un locale più snello da gestire». Conclusi i lavori il Canasta, prosegue Ottaviani, «conterà tra gli 80 e i 100 posti, nel nostro ristorante curiamo attentamente i cibi, la loro freschezza, e con la cucina a vista che ricaveremo dove c’erano sedie e tavoli sul lato monte di viale Ceccarini, la gente si può avvicinare e potrà vedere direttamente come lavoriamo, a garanzia di ciò che facciamo e per dare ancora più fiducia». Sui dettagli Ottaviani non si sbilancia, in attesa di svelarli il giorno dell’apertura. «Lo rifaremo completamente, non posso svelare molto. Sarà sicuramente un locale innovativo, realizzato dall’azienda Afa di Cattolica».

Il calo del lavoro

Il Canasta è sulla piazza dagli anni ’60. «Sono più di 40 anni che faccio questo mestiere, posso dire che il lavoro non è calato solo per il virus, sono almeno 8 anni che assistiamo a una progressiva diminuzione legata alla riduzione del flusso di stranieri. La scorsa estate eravamo pieni di italiani che a causa dell’epidemia non sono andati all’estero. Quando l’emergenza finirà mi chiedo come sarà la situazione». All’esterno l’occupazione di suolo pubblico su viale Ceccarini rimarrà lo stesso. «Potremmo però realizzare una pedana sulla quale contiamo di potere posizionare circa 70 – 80 posti. Attualmente al posto del locale ci sono solo macerie, ma speriamo di potere terminare tutto entro maggio, il virus e tutte le complicazioni annesse ci ha rallentato, dovevamo partire prima». Anche se il Canasta cambierà volto, il menu rimarrà legato strettamente alla tradizione. «Non usciremo dal solco della tradizione romagnola con una continua ricerca sugli ingredienti – sottolinea Ottaviani -, pochi primi ma fatti come una volta, con pasta fatta in casa, pizze gourmet senza lievito aggiunto, con ingredienti farina biologica macinata a pietra».

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