In perfetto “stile don Giorgio” ieri è stata celebrata ufficialmente la nomina di don Stefano Battarra.
Sulla porta della chiesa della Pentecoste campeggiava la scritta “Benvenuto” con i colori bianco e azzurro, i fedeli che non hanno trovato posto all’interno hanno occupato tutte le 250 sedie messe a disposizione dal Comune e hanno potuto seguire la funzione attraverso i 5 schermi montati nel giardino esterno. Don Stefano raccoglie il testimone di don Giorgio Dell’Ospedale, portato via dal Covid a fine ottobre. «La prima domanda che si fanno tutti quando arriva un nuovo prete è “ma le prediche le farà lunghe o corte?”. Io le faccio medie», ha ironizzato il giovane parroco.
«Già ci conosciamo», ha poi proseguito dall’altare al termine della funzione officiata dal vescovo di Rimini Francesco Lambiasi: don Stefano infatti è stato vicario parrocchiale di San Martino e collaboratore pastorale, «ma oggi cominciamo un cammino nuovo che ci porterà ad alta quota, ne sono convinto. Don Giorgio si è preso cura di voi, vi ha amato e voi avete amato lui. Sono convinto che starà pregando per noi. Anche io mi prenderò cura della comunità caro don Giorgio», ha concluso don Stefano tra gli applausi. Nella giornata di ieri è sembrato proprio che fosse arrivata una “mano dal cielo”, la temperatura abbastanza mite per gennaio ha consentito alle centinaia di persone di seguire all’aperto la messa, mentre le nuvole sempre più grigie a indicare che stavano per rilasciare la pioggia, alla fine non l’hanno fatto.
«Davanti al popolo a te affidato – ha detto il vescovo – ti nomino parroco, con l’augurio che tu possa essere padre e non padrone dei fedeli che ti sono affidati (cit. San Paolo)». E citando l’ultimo discorso del Papa, il vescovo ha ricordato a don Stefano la sfida legata al fatto che «la nostra non è un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca».

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