Riccione, disabile picchiato e rapinato. Giovane arrestato

Prima lo hanno deriso e allontanato, poi sono andati a cercarlo in spiaggia con il pretesto di recuperare una loro maglietta finita nel suo zaino: un pretesto per rapinarlo dei soldi che il turista aveva con sé, quaranta euro in tutto. L’uomo, un quarantaduenne della provincia di Macerata, invalido al 75 per cento per problemi mentali, prima di essere derubato è stato anche pestato senza motivo dai tre aggressori, giovani africani che poi si sono accaniti anche contro un turista di 23 anni di Carpi (Modena) che ha cercato di intervenire in difesa del disabile. Entrambi i turisti sono finiti all’ospedale: al quarantaduenne marchigiano i medici hanno riscontrato la frattura del setto nasale (ne avrà per almeno venti giorni, senza complicazioni). «Uno di quei ragazzi mi ha dato un violento pugno in faccia che mi ha fatto cadere a terra, ho cominciato a sanguinare – ha raccontato ai carabinieri – e avevo paura che continuassero a colpirmi, invece è arrivato in mia difesa l’altro turista e da quel momento se la sono presa con lui». Il ventitreenne carpigiano è stato a sua volta gettato a terra e preso a pugni e calci: «Avrò contato cinquanta colpi, poi uno ha preso la cintura e mi ha rifilato cinque cinghiate». Ha raccontato di insulti razzisti al “contrario”: «Ora bianchetto ti ammazziamo». Sangue ovunque, ma ferite superficiali (cinque giorni di prognosi). Anche lui ha detto addio allo zainetto, all’interno del quale però non aveva soldi. Il pestaggio è avvenuto attorno alle 16 nella zona di piazzale Roma. I turisti hanno dato l’allarme e, sulla base della descrizione, una pattuglia dei carabinieri della stazione di Riccione ha individuato uno dei presunti responsabili. Il giovane africano, un 22enne originario del Mali e residente a Rimini (A.S. le iniziali), si era accovacciato dietro un veicolo. È stato arrestato con l’accusa di rapina in concorso con altri due complici rimasti sconosciuti. In caserma ha raccontato di aver reagito a degli insulti e negato ogni addebito. È difeso dall’avvocato Elisa Pelaccia: rimarrà in carcere almeno fino all’udienza di convalida del provvedimento, così come disposto dal magistrato di turno, pubblico ministero Davide Ercolani.

I due turisti si erano conosciuti poco prima del pestaggio, per caso: il quarantaduenne, molto semplice nel nodo di esprimersi e con evidenti problemi, ma del tutto innocuo e indifeso, si era offerto di prestare il proprio caricabatteria all’altro con il telefonino scarico. Un negoziante aveva messo a disposizione la presa e loro avevano fatto conoscenza. Due chiacchiere, un pezzo di pizza, seduti su una panchina. Avevano notato i tre africani, evidentemente quelli avevano fatto altrettanto.

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