Tre anni e sei mesi di reclusione. È la pena inflitta a un cameriere riccionese di trentanove anni (A.A. le iniziali), molestatore seriale di bambini e adolescenti. L’imputato si trova attualmente in carcere per una precedente condanna a un anno e otto mesi, ma sempre per lo stesso genere di reato ha già scontato interamente due anni e un mese, senza contare un patteggiamento per un fatto che risale a quattordici anni fa. L’uomo stavolta doveva rispondere di due episodi ai danni di un ragazzino che all’epoca dei fatti era tredicenne, accaduto a distanza di pochi mesi, tra il 2013 e il 2014 a Riccione. La prima volta il minore era stato avvicinato dall’uomo in bici con la scusa di un’informazione stradale, la seconda vicino a un campetto da gioco. In entrambe le occasioni lo sconosciuto aveva approfittato della vicinanza con il ragazzino per allungare le mani su di lui e toccarne le parti intime. Episodi sui quali, per vergogna, aveva mantenuto il segreto fino a quando, appena maggiorenne, gli capitò casualmente di imbattersi nuovamente nell’adulto, mai dimenticato, e decise di denunciarlo ai carabinieri per quello che gli aveva fatto anni prima. L’imputato, difeso dall’avvocato Elisa Pelaccia, nega le circostanze, ma i suoi precedenti lo hanno evidentemente reso poco credibile agli occhi dei giudici (presidente Raffaella Ceccarelli) e del pubblico ministero Davide Ercolani (aveva chiesto una condanna a cinque anni di reclusione). Perché d’altronde il ragazzo, ormai cresciuto, “avrebbe dovuto inventarsi una storia del genere?” si è chiesto l’avvocato di parte civile Francesco Vasini (il tribunale ha disposto anche un risarcimento economico di diecimila euro nei confronti della parte offesa).

Nello stesso periodo dei due episodi l’uomo si aggirava nei giardini pubblici o passava in motorino davanti alle scuole, soprattutto a Riccione: all’epoca furono per prime le mamme a mettere in guardia la cittadinanza e i carabinieri. Piano piano venne a galla che le ricorrenti molestie ai ragazzini non erano casi isolati: tra Riccione e la zona sud di Rimini, la presenza dello sconosciuto dal motorino grigio era già stata notata anche davanti alle scuole. A un certo punto, il tam-tam delle mamme, mobilitate sui social per impedire al “maniaco” di infastidire altri ragazzini e possibilmente assicurarlo alla giustizia per metterlo in condizione di non nuocere ebbe i suoi effetti. Catturato dai carabinieri sembrava avere capito che era ora di stare alla larga dai minori. Nel 2018, però, pagato il conto con la giustizia, il riccionese ci è ricascato: molestò un bambino nell’hotel dove lavorava. Gli hanno diagnosticato un disturbo nel comportamento sessuale, ma il quadro psichiatrico non è considerato abbastanza grave perché venga preso in carico dal sistema sanitario. Lui non si preoccupa o non è costante nel cercare un sostegno per frenare i suoi impulsi. E passa di molestia in molestia, di condanna in condanna.

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