RICCIONE. Risalgono ad ottobre 2018 i fatti contestati ad un riminese di 64 anni, ritenuto dagli
inquirenti presunto responsabile di circonvenzione di persone incapaci e violenza sessuale per il quale il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio. A far partire le indagini sono stati i sospetti nutriti da una coppia di genitori, la cui figlia – affetta da problemi psichici – era improvvisamente peggiorata tanto da essere ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Rimini. Una brusca interruzione della terapia, la probabile causa del peggioramento delle condizioni della donna, forse sostituita da cure “alternative”, quanto sospettato dei genitori. A seguito della denuncia, i Carabinieri della stazione di Riccione, nel corso di una lunga e complessa attività investigativa, hanno raccolto importanti elementi indiziari a carico dell’indagato: secondo quanto ricostruito, infatti, l’uomo dopo alcuni mesi di frequentazione della donna, approfittando del suo stato di fragilità psichica ed emotiva nonché delle manipolabili credenze della stessa, l’avrebbe dapprima convinta ad interrompere ogni cura farmacologica in favore di una speciale dieta a base di carne di agnello. Sarebbero poi bastate intercessioni spiritiche e “lavaggi cristici” per alleviare le sofferenze fisiche. Un vero e proprio legame mistico che avrebbe stretto sempre di più la donna al suo curatore e l’avrebbe indotta a rifuggire da amici e parenti, inclini invece a farle del male. Inoltre, per quanto ricostruito, le prestazione del guaritore sarebbero state inizialmente ricompensate con denaro contante fino a quando la donna, a corto di risorse, si sarebbe vista costretta ad estinguere il suo debito offrendosi per prestazioni sessuali nei confronti dell’indagato.

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