Riccione, ciclista travolto: il pirata della strada si è costituito

La caccia all’auto pirata che domenica aveva travolto un ciclista sulla Statale 16 è ufficialmente finita. Con colpi di scena degni di un film ad alta tensione girato nella Perla verde. Perché alla fine il responsabile si è presentato in caserma di sua spontanea volontà, accompagnato dall’avvocato, esattamente a poche ore dall’avvenuta ricostruzione della targa ad opera della Polizia stradale di Rimini, grazie ai filmati delle telecamere messi a disposizione dalla Polizia locale di Riccione.

Visionando le immagini, già all’indomani del sinistro, la Polizia stradale era riuscita non solo ad individuare la tipologia del veicolo, una Mercedes classe “A”, vecchio modello e di color grigio, ma anche a tracciare un primo identikit del responsabile. Che appariva molto robusto e piuttosto giovane. Ora a quel volto corrisponde anche un nome con tutti i dati che mancavano: l’uomo ha 44 anni, è di origine campana e lavora a Riccione.

Nella mattinata di martedì, dopo un lavoro certosino, gli agenti erano già arrivati a individuare la targa, che nei fotogrammi appariva piuttosto sgranata. Come? Inserendo via via cifre e lettere per compararli a quelli presenti in archivio rispetto al tipo di veicolo. Una volta giunti al riscontro positivo, è scattata l’identificazione del proprietario.

Ma il colpo di scena si è avuto nel pomeriggio, quando il responsabile si è presentato nella caserma di Rimini accompagnato dal suo legale. Anche dall’analisi dei filmati risulta che, dopo aver tamponato il ciclista, l’uomo è rimasto sul posto per 10 – 15 minuti, finché un’ambulanza casualmente di passaggio si è fermata per prestare i primi soccorsi. Così dopo aver scambiato qualche parola con i sanitari, che infatti si ricordavano di lui, ed essersi assicurato che la barella fosse stata caricata, era risalito in auto, facendo perdere le sue tracce.

Nel frattempo il 72enne riminese, trasportato all’ospedale Bufalini di Cesena con il codice di massima gravità, aveva riportato più di un danno nello scontro avvenuto all’altezza del cimitero vecchio. Dal trauma cranico alla clavicola rotta. Tant’è che, come hanno fatto presente i figli, ci vorrà del tempo prima che possa ristabilirsi. Del resto l’impatto contro l’asfalto era stato violento tanto da piegare la ruota posteriore della bici da corsa. Ora il responsabile del tamponamento dovrà rispondere delle violazioni al Codice della strada, dopodiché sarà la Prefettura a decidere sugli step successivi, a partire dalla possibile sospensione della patente di guida.

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