Riccione. Botte a un minorenne, assolti tre carabinieri

Tre carabinieri, all’epoca dei fatti in servizio a Cattolica, sono stati assolti dal Tribunale di Rimini dalle accuse di lesioni volontarie, violenza privata e falso. Erano finiti nei guai perché, nelle concitate fasi dell’arresto di uno spacciatore, avrebbero colpito uno degli acquirenti, minorenne, provocandogli la lesione di un timpano. Una versione che i militari hanno sempre smentito. I fatti risalgono al 22 luglio 2013: accaddero a Riccione nella zona del Marano.

Spacciatore catturato

I tre carabinieri, liberi dal servizio, notarono un nordafricano intento a vendere droga a due giovani turisti e intervennero con una certa irruenza. I due ragazzi erano approdati in riviera per una festa di compleanno e avevano deciso di acquistare un po’ d’erba. Lo spacciatore, catturato dopo una breve colluttazione, fu sorpreso con una quindicina di grammi.

Il pugno all’orecchio

Il minorenne, spaventato dalla circostanza, cercò di sottrarsi al controllo sebbene la sua condotta non fosse sanzionabile penalmente. Fu bloccato con una certa veemenza e identificato. A distanza di tempo dai fatti, il ragazzo diciassettenne fece denuncia: disse di essere stato colpito con un pugno all’orecchio e poi “consigliato” dai carabinieri di non riferire la circostanza.

Tutti a processo

A quel punto fu rimessa in discussione la versione dei fatti contenuta nel verbale di arresto e i tre militari, nel frattempo già lontani dalla Romagna (ora prestano servizio nel Parmense), finirono a processo con l’accusa di falso in atto d’ufficio in concorso. Il militare dell’Arma che, a detta del minorenne lo avrebbe colpito deliberatamente, doveva rispondere anche di lesioni volontarie e violenza privata (inizialmente si era ipotizzato addirittura il sequestro di persona). I carabinieri, difesi dall’avvocato Michele Dalla Valle, avevano sempre negato ogni addebito. Agli atti, tra l’altro, non c’è neanche una certificazione capace di avvalorare il tipo di lesione subita dal giovane.

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